News Sanità – Gruppo Pd:”Serenissima Ristorazione: la clausola sociale non difende i lavoratori. E l’appalto si è trasformato in una decisione politica”

Sanità – Gruppo Pd:”Serenissima Ristorazione: la clausola sociale non difende i lavoratori. E l’appalto si è trasformato in una decisione politica”

(Arv) Venezia, 27 giu. 2018 – “Sull’appalto delle mense ospedaliere ci sono ancora troppi nodi da chiarire: dal futuro dei lavoratori alla scelta di affidare ad un centro di cottura esterna il futuro della ristorazione del sistema sanitario. È una scelta che prima bisognava condividere politicamente e poi tradurre in bando. Ma già da adesso possiamo ribadire che è una decisione che va in una direzione sbagliata”. È quanto dichiarano a margine della Quinta commissione i consiglieri del Pd Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Alessandra Moretti insieme al capogruppo Stefano Fracasso. “Nella seduta odierna, infatti, c’è stata l’audizione dei rappresentanti di Azienda Zero, come avevamo chiesto, per fare chiarezza sull’appalto da 300 milioni per fornire i pasti in ospedale vinto da Serenissima Ristorazione” si legge in una nota diffusa dai consiglieri del Pd. “La preoccupazione principale è ovviamente per i livelli occupazionali: la clausola sociale così come è stata inserita nel bando è ‘a maglie larghe’ poiché si fa prevalere la nuova organizzazione del servizio alla tutela di tutti i lavoratori. È una formula troppo elastica, i cui effetti però già si vedono. Sono state inviate le prime lettere di licenziamento a partire dal 30 giugno per gli addetti alla mensa negli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. In attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato da parte dei subappaltatori, è stato chiesto di poter prorogare il servizio per un altro mese, ma è evidente che il futuro rimane appeso a un filo. Ed è una situazione doppiamente grave perché i primi licenziamenti riguarderanno inserimenti lavorativi delle Cooperative sociali di tipo B”. Ma non questo l’unico punto nel mirino del Partito Democratico che ha ottenuto un nuovo incontro per la prossima settimana: “Devono essere quantificati i costi/benefici della scelta di vietare l’uso delle cucine ospedaliere, puntando sul sistema cook and chill con pasti precotti preparati all’esterno. Quali e quanti sono i centri cottura inseriti all’interno degli ospedali che verranno chiusi? Che tipo di investimento è stato fatto, anche recentemente per queste strutture, magari con un piano di ammortamento ancora in essere? Inoltre – aggiungono i consiglieri del PD – siamo meravigliati per il fatto che la messa a norma dei locali per la rigenerazione dei pasti sia a carico delle Ulss”. “Con questo bando – conclude la nota dem – rischia di venirsi a creare una situazione di monopolio con tutti i rischi che ne consegue. Le gare pubbliche, soprattutto quando ci sono in ballo importi assai rilevanti, dovrebbero garantire la massima partecipazione e il coinvolgimento del tessuto locale cosa che avevamo chiesto durante l’istituzione dell’Azienda Zero”.

Fonte: www.consiglioveneto.it