News Politica – Il Consiglio regionale approva le proposte di modifica dello Statuto ma non passa la proposta di prevedere anche un Inno del Veneto

Politica – Il Consiglio regionale approva le proposte di modifica dello Statuto ma non passa la proposta di prevedere anche un Inno del Veneto

(Arv) Venezia, 26 giu. 2018 – Approvato con 36 voti a favore e 5 astenuti la Revisione dello Statuto Regionale n. 2 di iniziativa dei consiglieri Ciambetti, Conte, Giorgetti, Guadagnini e Pigozzo. La legge di modifica dello statuto ora dovrà passare alla seconda lettura dell’aula, fra 60 giorni, per essere approvata in via definitiva. Relatore in aula il Consigliere Luciano Sandonà e controrelatore Simone Scarabel. Il dibattito ha visto un confronto serrato in specialmodo sull’articolo 5 del testo approdato in aula che introduceva la modifica dell’art. 1 dello Statuto proponendo che la Regione fosse rappresentata, oltre che dalla bandiera, gonfalone e stemma anche da un Inno stabilito con specifica legge regionale. Questa proposta, fortemente contestata dal consigliere Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) sostenuto dal dibatto dagli interventi dei consiglieri del Pd, Fracasso, Salemi, Azzalin, e approfondita nei suoi aspetti politici anche dal consigliere Marino Zorzato (Area Popolare) è stata votata con 25 voti a favore, 15 contrari, e 5 astenuti ma necessitando della maggioranza qualificata fissata in 26 voti non ha passato l’esame dell’aula. Critico, complessivamente, il Movimento 5 Stelle che con Simone Scarabel aveva presentato più emendamenti per introdurre nello Statuto veneto la previsione di forme di democrazia diretta dei cittadini, attraverso consultazioni anche telematiche sul modello svizzero. Approvate invece la proroga in carica dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale uscente sino all’insediamento della nuova presidenza, come originariamente previsto dal primo Statuto regionale approvato nel 1970. il Presidente uscente, in virtù della nuova norma, convocherà il primo Consiglio della nuova legislatura. In sede di dibattito approvati due ulteriori articoli: il primo prevede la soppressione dell’art. 53 dello Statuto, che impone di scegliere gli assessori tra i consiglieri regionali allineando lo statuto alla nuova legge elettorale. In sede di dichiarazione di voto Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) ha voluto ribadire che “Pur mantenendo le mie perplessità rispetto a quanto previsto dall’articolo 3 della proposta di revisione statutaria, quella di oggi rappresenta una buona mediazione rispetto al testo entrato in Aula. Si tratta di una regola base della politica: quando si vince una battaglia, non bisogna perdere la visione d’insieme e quindi voterò a favore della revisione”. Stefano Fracasso (Partito Democratico) ha spiegato che “Quattro articoli di revisione statutaria bastano e avanzano, rispetto agli impegni che ci siamo assunti in sede di modifica della legge elettorale regionale. Il lavoro d’aula si è dimostrato utile per trovare migliori soluzioni per articolo 3, e a ribadire come il confronto non è mai inutile. Gli spazi di manovra se usati in maniera intelligente servono a trovare punti di contatto in Assemblea. Sul piano dell’articolo 5, sul piano dell’aggiunta politica, il tema dell’inno, certe nostalgie venetiste si sono infrante sugli scogli di una nuovo livello politico che colloca la Lega nel contesto nazionale, e probabilmente al presidente Zaia non dispiacerà questo esito. Anche noi manteniamo qualche riserva sull’articolo 3, ma il rinvio al Regolamento ci consente di votare favorevolmente, in prima lettura, alla modifica dello Statuto”. Sergio Berlato (FdI-Mcr) ha ribadito che “A nome di Fratelli d’Italia, fin all’inizio ho sollevato le nostre perplessità sull’articolo 3 e contrarietà rispetto all’articolo 5. Ritengo che il lavoro d’Aula sia stato positivo. Pietro Dalla Libera (Veneto Civico) ha spiegato il suo sostegno alla nuova norma “Voto favorevolmente il provvedimento, anche se dispiace non aver vista approvata la norma relativa all’Inno contenuta nella proposta di modifica dell’articolo 5”. Si è rammaricato invece Antonio Gaudagnini (Siamo Veneto): “La proposta di aggiungere l’Inno avrebbe qualificato maggiormente la revisione statutaria. Non sarebbe stata la prima regione d’Italia e non sarebbe stata in contrapposizione con l’inno nazionale; ringrazio quindi tutti quelli che hanno votato a favore della proposta”. Per Simone Scarabel (M5S): “Sarebbe bastato un segnale positivo rispetto alla nostra manovra emendativa che aveva l’obiettivo di aumentare lo spazio e favorire previsioni statutarie volte a favorire la democrazia diretta. Quel segnale non c’è stato, un’occasione persa nell’interesse dei nostri cittadini. Annuncio con dispiacere per questa prima lettura del testo di revisione statutaria il nostro voto di astensione”. Nicola Finco (Lega Nord): “Dispiace che il tema dell’Inno sia stato visto come occasione per rinfocolare una diatriba in contrapposizione con i ‘nazionalisti’. La lega è diventata nazionale, ma mantiene una forte identità e valori radicati sul territorio, una ossatura forte e una spina dorsale che altri partiti non hanno più. Ringrazio la maggioranza che ha votato a favore rispettando il lavoro della Commissione. Il nostro voto sarà comunque favorevole”. Infine Massimo Giorgetti (Forza Italia). “Credo sia inevitabile, nell’annunciare il nostro voto favorevole alla proposta di revisione statutaria, ricordare che il dibattito in Aula ha rispecchiato le posizioni dei gruppi politici in Commissione. Inoltre, quando si entra su questi terreni, non ritengo corretto il richiamo alla disciplina di partito”.

Fonte: www.consiglioveneto.it