News Pigozzo: “Le assemblee legislative regionali europee chiedono più spazio in Europa: crediamo a una UE al servizio dei cittadini, rispettosa della sussidiarietà”

Pigozzo: “Le assemblee legislative regionali europee chiedono più spazio in Europa: crediamo a una UE al servizio dei cittadini, rispettosa della sussidiarietà”

(Arv) Venezia, 22 nov. 2018 – “Le Regioni d’Europa chiedono più coinvolgimento e spazio nei processi decisionali comunitari europei. Non è solo questione di fondi e di finanziamento dei programmi che fanno capo alle Regioni, quanto di una scelta politica e culturale che punti a sostenere le Istituzioni più vicine ai cittadini e alle sfide che vivono le nostre comunità chiamate a sostenere l’impatto dei grandi cambiamenti non solo economici e sociali ma anche ambientali che segnano la modernità” Bruno Pigozzo, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto sintetizza il “complesso e articolato dibattito che ha caratterizzato quest’anno l’assemblea plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative europee (Calre) – ha spiegato Pigozzo – sin dai lavori del Comitato permanente chiamato a elaborare i documenti presentati poi all’assemblea. Come Consiglio regionale del Veneto abbiamo presentato il lavoro svolto alla guida del gruppo di lavoro che ha affrontato le Politiche di coesione e, di conseguenza, il Bilancio presentato dalla Commissione Junker per il post 2020, tema strategico con aspetti più che preoccupanti per l’opinabile scelta dei tagli al decentramento. Il budget Junker ha alcuni elementi positivi, come gli aumenti di risorse per i giovani e il programma Erasmus, il finanziamento delle politiche per la sicurezza, ma restano i dubbi sull’appannamento del principio di sussidiarietà: regioni e autorità locali sono i livelli istituzionali più vicini ai cittadini, cioè sono le Istituzioni che affrontano ogni giorno problemi reali e concreti, dai piccoli ai grandi temi. Depotenziare il decentramento è un errore strategico: si rischia di dare ragioni e motivi di critica a chi non crede nell’UE. Noi crediamo in una Europa che sia al servizio dei cittadini, imprese e comunità e non a cittadini, imprese e comunità al servizio dell’unione e per questo vogliamo che il Parlamento europeo rafforzi invece le politiche di coesione e investa nelle Regioni. Abbiamo davanti – prosegue il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto – sfide epocali: l’agenda 2030 dell’Onu chiama tutti ad affrontare temi drammatici, dai mutamenti climatici e l’inquinamento ai flussi migratori che vedranno lo spopolamento delle campagne con l’incremento della pressione sulle città, dall’invecchiamento della popolazione in Europa o Giappone all’incremento demografico in Africa e India, mentre rimane alto il bisogno di tutelare e diffondere la cultura della legalità e dunque la necessità di contrastare la malavita e le attività criminali. Dobbiamo sostenere i Diritti umani, contrastare le discriminazioni di genere e combattere femminicidi e violenze a donne e bambini. Questi scenari e mutamenti veramente drammatici investiranno le nostre città e le nostre Regioni: saremo noi a dover sostenere tale impatto. Per questo come Assemblee legislative regionali lanciamo l’appello alla Commissione europea e all’Europarlamento.”

Fonte: www.consiglioveneto.it