News Trasporti Veneto SFMR E Intermodalità: Urgente ripartire
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Trasporti Veneto SFMR E Intermodalità: Urgente ripartire

(Arv) Venezia 11 nov. 2015 – Ripristinare i finanziamenti per il completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale già nel bilancio di previsione 2016 e nel bilancio pluriennale 2016-2018; concludere definitivamente il contenzioso con Net Engineering e presentare entro tre mesi alla Commissione competente una nuova idea-progetto del SFMR e dell’intermodalità in concertazione tra tutti i soggetti interessati, corredato da relativo quadro economico-finanziario e cronoprogramma; presentare entro dicembre 2015 una relazione specifica con l’elenco dei cantieri SFMR aperti, come ad esempio quello della Gazzera alle porte di Mestre, indicando soluzioni e scelte operative necessarie al loro completamento. Questi, in sintesi, sono gli impegni che il PD chiede alla Giunta Zaia attraverso una mozione che vede come primo firmatario Bruno Pigozzo e sottoscritta da tutti i consiglieri dei gruppi PD, Alessandra Moretti Presidente e Veneto Civico.

“Con l’ipotesi di riprogrammazione messa a punto dalla Giunta viene tagliato il 33.88% del finanziamento, equivalente a ben 4,5 milioni di euro della parte residuale di quanto non è ancora stato speso per l’infrastruttura. E a riprova dell’intenzione di porre una pietra tombale sul progetto – denuncia Pigozzo – sta il fatto che la Giunta, nel nuovo piano di utilizzo delle risorse del FESR per il periodo 2014-2020, non abbia previsto alcuna voce relativa all’infrastruttura in oggetto”. “L’SFMR è un’opera importantissima che, se portata a compimento, darà ai cittadini veneti enormi vantaggi, in termini di collegamenti veloci tra le varie città, di decongestione delle diverse reti stradali, di riduzione dell’inquinamento atmosferico e di aumento della quota del trasporto pubblico, in particolare su ferro. Se questo progetto – conclude Pigozzo – non venisse completato buona parte di queste opere resterebbero delle cattedrali nel deserto, in balìa di un progressivo e rapido degrado, come purtroppo avviene in altre aree del nostro Paese”.

Fonte: www.consiglioveneto.it