News Sociale – Gruppo consiliare PD “A causa dell’inerzia della Regione, per i nostri anziani essere ospitati nelle Case di riposo non è più un diritto, bensì un privilegio e questo è assolutamente inaccettabile”

Sociale – Gruppo consiliare PD “A causa dell’inerzia della Regione, per i nostri anziani essere ospitati nelle Case di riposo non è più un diritto, bensì un privilegio e questo è assolutamente inaccettabile”

(Arv) Venezia, 3 lug. 2018 – “Presentiamo oggi un Libro bianco che denuncia, in modo analitico e documentato, le politiche non realizzate dalla Giunta Zaia negli ultimi 8 anni in ordine ai Centri servizi per anziani. La Regione Veneto non ha fatto nulla, colpevolmente inerte di fronte a una vera e propria emergenza sociale, di più, una assoluta priorità in materia di politiche sociali ed economico finanziarie”. Le parole sono del Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Stefano Fracasso, che ha introdotto oggi, a palazzo Ferro Fini, la conferenza stampa per la presentazione del ‘Libro bianco sui Centri Servizi per anziani’. Il consigliere Claudio Sinigaglia (PD), che si è occupato della collazione della documentazione presentata, ha quindi illustrato il “libro bianco che denuncia la situazione di forte crisi e difficoltà in cui versano le IPAB, ovvero i Centri pubblici che erogano servizi per gli anziani, che sono ormai prossime al collasso per colpa dell’inerzia della Regione che, a fronte della crescita della popolazione anziana ultra 65enne negli ultimi anni, che ora si attesta a oltre il 22%, non ha provveduto ad aumentare il valore della quota sanitaria, accollando così alle famiglie una retta molto più cara, troppo cara, circa 1800 euro al mese, una assurdità. Così, inserire i nostri anziani all’interno di una Casa di riposo è ormai diventato un privilegio, non più un diritto previsto nei LEA, e questo è assolutamente inaccettabile”. “Inoltre – continua il Vicepresidente della Prima Commissione – è aumentato il bisogno di presa in carico dei pazienti cronici e non autosufficienti, quindi della necessità di continuità dell’assistenza, per cui le risposte sociosanitarie devono essere flessibili, sempre più personalizzate, integrate e organizzate nell’ambito del territorio. Ma le scelte legislative e amministrative compiute dalla Regione Veneto negli ultimi 15 anni hanno comportato una situazione insostenibile nella gestione dei Centri Servizi pubblici per anziani: l’aumento del 25% di nuovi posti letto accreditati realizzati dai privati, il contemporaneo blocco dell’aumento del numero e del valore delle impegnative, stanno facendo crollare il sistema pubblico delle IPAB che per sopravvivere devono aumentare i costi delle rette a carico delle famiglie. A fronte di quasi 32 mila posti letto disponibili, autorizzati e accreditati, con una popolazione anziana non autosufficiente che nel 2015 era stimata in circa 194 mila persone, la Regione ha programmato ‘solo’ 24.762 impegnative giornaliere da erogare. Questo forte divario è destinato ad ampliarsi perché sono in costruzione, a opera di privati, nuovi Centri Servizi per anziani previsti da una incomprensibile programmazione regionale, di cui alla DGR Zaia/Sernagiotto n. 2243/2013, che prevede la possibilità di accreditare ben 36.597 posti letto per non autosufficienti, ma il numero delle impegnative rimane sempre di 24.500 circa”. “Inoltre – sottolinea Sinigaglia – Zaia ha applicato di fatto una tassa occulta a carico delle famiglie ( e a carico dei comuni in caso di difficoltà finanziarie delle famiglie) che devono poter inserire i loro cari nei Centri Servizi per anziani, complessivamente superiore ai cento milioni all’anno, circa 400 euro al mese. La Giunta Zaia non ha aumentato il valore delle impegnative e non ha disposto adeguati investimenti per riqualificare queste strutture pubbliche, che nella maggior parte dei casi continuano a proporre stanze con più posti letto. L’ultimo bando in attesa di pubblicazione, che mette a disposizione 10 milioni all’anno per tre anni, è assolutamente insufficiente”. “Ma tutto questo – denuncia l’esponente dei Democratici – parte dalla mancata approvazione, da parte della Regione Veneto, della riforma delle IPAB, prevista dalla Legge n. 328/2000, ben 18 anni fa. Dal 2009, non viene aggiornata la programmazione regionale delle impegnative residenziali per la non autosufficienza. La conseguenza più grave è, così, la spesa esorbitante a carico delle famiglie venete. E ancora, il nuovo Piano Socio Sanitario 2019- 2023 stima che all’incirca 65 mila famiglie ricorreranno all’assistente familiare (badante), per un equivalente economico annuale di circa 780 milioni. Mancano ancora servizi per circa 30 mila persone, rispetto al totale di circa 190 mila persone anziane non autosufficienti residenti nel Veneto”. “E che dire delle Strutture intermedie – argomenta ancora Sinigaglia – il Piano Socio Sanitario 2012- 2016, per dare una risposta alla cronicità, ha inserito nella programmazione regionale Ospedali di Comunità, Unità Riabilitative Territoriali e Hospice, che dovrebbero erogare servizi di cura più prossimi al domicilio, prestati in una fase di malattia post – acuta, ma in realtà la loro diffusione è stata inadeguata e, a fronte del taglio dei posti letto ospedalieri, non sono stati realizzati i posti letto delle strutture intermedie, territoriali e di prossimità, fondamentali per dare adeguata risposta alla crescente cronicità”. “La Legge Quadro di riforma delle IPAB non è quindi più procrastinabile – chiosa Claudio Sinigaglia – L’invecchiamento e la conseguente cronicità sono sfide ineludibili che dobbiamo affrontare subito per sopperire ai crescenti bisogni assistenziali delle famiglie, che vanno assolutamente aiutate e sostenute. Questo libro bianco è un preciso atto d’accusa all’immobilismo della Giunta regionale e del Presidente Zaia, che stanno colpevolmente e consapevolmente affossando i Centri Servizi pubblici per Anziani (IPAB), che fino a qualche anno fa erano un patrimonio, una ricchezza, una eccellenza del nostro Veneto, mentre ora versano in una crisi profonda ed è necessario intervenire immediatamente, nella speranza che non sia già troppo tardi”. Per Orietta Salemi (PD) “La riforma delle IPAB avrebbe dovuto essere ‘la madre di tutte le riforme’ e invece è rimasta colpevolmente inattuata. La Lega, che a parole afferma di essere vicina ai veneti, in realtà ha abbandonato il territorio e ha lasciato soli i comuni, costretti ad aiutare le troppe famiglie in difficoltà. E il nuovo Piano Socio Sanitario non ha fatto una ricognizione dei risultati prodotti dal Piano vigente, che invece avrebbe dovuto costituire la base per la nuova programmazione”.

Fonte: www.consiglioveneto.it