News Sanità Zaia decide 9 Ulss in Veneto: una riduzione necessaria ma incoerente e discriminatoria

Sanità Zaia decide 9 Ulss in Veneto: una riduzione necessaria ma incoerente e discriminatoria

Sanità – Gruppo consiliare Pd “Pdl 23, il nostro No all’art. 12: una riforma frutto della peggiore politica, Zaia non ha avuto il coraggio di metterci la faccia”

(Arv) Venezia 6 ott. 2016 – “Alla fine con una notevole forzatura regolamentare, nove si è rivelato il numero magico per non rompere gli equilibri politici all’interno della Lega. Ma i territori sono stati traditi o meglio alcuni sono stati premiati e altri danneggiati, creando cosi una sanità di serie A e una di serie B. Questa ottusa rigidità sulle nove Ulss è l’esempio della peggior politica, frutto di pressioni lobbystiche e clientelari. Con le forzature sull’articolo 12 proposto dalla Giunta sono state calpestate le nostre prerogative d’aula, tanto che stiamo verificando l’opportunità di inoltrare ricorso al Tar”.

Duro il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico al termine della maratona che ha portato all’approvazione dell’articolo 12 del Pdl 23 da parte della maggioranza.

“Doveva essere la riforma di tutto il Consiglio regionale invece all’opposizione è stata negata la possibilità di condividere un percorso, nonostante la nostra volontà di raggiungere un’intesa, testimoniata dalle numerose proposte costruttive per avere criteri di accorpamento delle Ulss chiari e oggettivi, in modo da garantire servizi uniformi per tutti i veneti. Un muro incomprensibile dopo il dialogo proficuo che ha portato alla riscrittura della parte relativa all’Azienda Zero, migliorandola e venendo incontro alle richieste provenienti dai territori. Incomprensibile probabilmente anche per il presidente Zaia, che di fatto si è sfilato, mostrandosi incapace di mediare tra le diverse anime e interessi della Lega. Zaia però deve assumersi la responsabilità, essendo il primo firmatario e padre della riforma, di aver cambiato idea rispetto al progetto originario e non averci messo la faccia, rimanendo in aula solamente un’ora e mezzo su oltre cento di discussione”.