News Sanità Veneto: la maggioranza di Zaia ancora sorda, muta e immobile
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Sanità Veneto: la maggioranza di Zaia ancora sorda, muta e immobile

Sinigaglia, Pigozzo e Fracasso (Pd): “riforma che non da risposte alle preoccupazioni dei medici e dei territori”

(Arv) Venezia 28 giu. 2016 – “La riforma, così come è concepita, non tiene conto delle preoccupazioni della classe medica e dei territori”. Nuove critiche, nel merito, al Pdl 23 da parte dei consiglieri regionali del Partito Democratico. “Esiste una contraddizione di fondo tra il Piano sociosanitario e il Pdl 23 – attacca il consigliere Bruno Pigozzo – Il sistema così come concepito dalla riforma non funziona: per questo chiediamo integrazione e omogenizzazione dei servizi e sburocratizzazione. C’è un malessere diffuso da parte dei medici di base, che denunciano la mancata valorizzazione della loro professionalità e lo scadimento del loro ruolo, oltre alla creazione di una vera e propria fabbrica delle visite specialistiche.

La Regione non può far finta di niente: deve semplificare le procedure e garantire che ci sia personale amministrativo sufficiente per occuparsi delle incombenze burocratiche”. Concetti che, stando a una nota diffusa dai consiglieri del Pd, sono stati espressi dagli stessi medici di medicina generale con una lettera aperta inviata all’assessore alla Sanità Luca Coletto e al direttore generale a Sanità e Sociale Domenico Mantoan.

Sul peso della burocrazia insiste anche il consigliere Claudio Sinigaglia: “L’appropriatezza delle prescrizioni, dal 2013, le sta decidendo la Regione. Come è ben evidente anche nell’ultimo decreto del 17 maggio sullo screening senologico, che dice quello che i medici possono prescrivere solo in presenza di situazioni sintomatiche. E di decreti del genere, dal 2013 a oggi, la Regione ne ha adottati decine e decine, mandando in confusione il sistema Sono state ben 199 le ­comunicazioni ricevute lo scorso anni dai medici dagli uffici amministrativi: note e codici che riducono lo spazio da dedicare alla cura del paziente e portano via risorse allo sviluppo professionale”.

Dalle preoccupazioni della classe medica a quella dei territori, evidenziata invece dal consigliere Stefano Fracasso: “C’è un’incertezza legata al futuro delle Ulss e ai poteri che verranno conferiti all’Azienda Zero: penso per esempio alla Ulss 5 che secondo il progetto verrà accorpata alla 6; non si fa chiarezza sul futuro dei presidi ospedalieri e dei servizi socio sanitari, compresi quelli di Valdagno, sui quali si è già aperta una grande discussione tra i sindaci e la popolazione”.

Fonte: www.consiglioveneto.it