News Sanità – Sinigaglia, Pigozzo (PD) e Negro (Veneto del Fare): “Sciopero dei medici di base inevitabile: la Regione ha disatteso il Piano socio sanitario e interrotto ogni dialogo”
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Sanità – Sinigaglia, Pigozzo (PD) e Negro (Veneto del Fare): “Sciopero dei medici di base inevitabile: la Regione ha disatteso il Piano socio sanitario e interrotto ogni dialogo”

(Arv) Venezia, 31 ago. 2017 – “Il Piano socio sanitario è stato disatteso in modo clamoroso e lo sciopero dei medici di base è una logica conseguenza”. Ad affermarlo in una nota sono i Consiglieri regionali Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo (Partito Democratico) e Giovanna Negro (Veneto del Fare).

“Oggi in Quinta commissione, furibondi, hanno spiegato i motivi della loro agitazione. Avevano pensato di compiere un percorso con la Regione per offrire migliore assistenza ai cittadini del Veneto, ma sono stati traditi come è stato tradito il Piano socio sanitario del Veneto. Ci sono appena 55 Medicine di gruppo integrate sulle 400 previste a livello regionale, è stato disatteso il contratto d’esercizio sottoscritto nel 2015, gli Ospedali di comunità non sono ancora stati attivati e incredibilmente mutati nella loro struttura e finalità, la riforma delle Case di riposo è al palo da 17 anni, lo sviluppo della ‘dematerializzazione’ della ricetta che consentirebbe al paziente di andare direttamente in farmacia per ritirare il medicinale è bloccato. Perché?”.

“È incredibile disattendere il Piano socio sanitario veneto in questo modo – aggiungono i tre Consiglieri di opposizione – ma ancor più grave la rottura di ogni rapporto da parte di Zaia nei confronti dei medici di base. Loro non sono una controparte, ma un pilastro del Sistema socio sanitario veneto e deve esserci un rapporto di collaborazione privilegiato, soprattutto per fronteggiare il tema della cronicità. Chiediamo di convocare subito in Commissione l’assessore alla Sanità e il direttore dell’area sociosanitaria per avere risposte esaurienti e contemporaneamente predisporre una mozione che ci consenta di affrontare il problema in Consiglio regionale”.

Fonte: www.consiglioveneto.it