News Sanità: la maggioranza sbanda…

Sanità: la maggioranza sbanda…

(Arv) Venezia 13 feb. 2017 – “Lega contro Lega in Quinta Commissione consiliare permanente, non è stato certo uno spettacolo edificante. Il consigliere regionale Villanova ha chiesto spiegazioni al Presidente Boron dato che non ha gradito l’invio alla Giunta regionale del parere dell’Ufficio legislativo sulle delibere di programmazione che erano state approvate senza il necessario passaggio in seno alla competente Commissione. Avevamo dunque ragione noi a denunciare l’anomalia di questa procedura, sia nel merito che nel metodo”.

Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Orietta Salemi, “che già avevano sollevato la questione durante l’ultima seduta della Commissione Sanità, evidenziando come il ruolo dei commissari fosse di fatto stato ‘esautorato’. Questa lotta intestina alla Lega proprio nel momento cruciale dell’applicazione della riforma, fondamentale quanto la riforma stessa, evidenzia un’assoluta mancanza di serenità all’interno della maggioranza”.

“Zaia e l’Assessore alla Sanità Coletto – sottolineano gli esponenti Democratici – continuano a tagliare fuori la competente Commissione dalla condivisione degli atti principali, mostrando la solita volontà accentratrice che mal si concilia con le richieste, strumentali, di autonomia. Un atteggiamento, questo, confermato dalla missiva, indirizzata al Presidente Boron, del Direttore dell’Area Sanità e Sociale Domenico Mantoan, in cui si chiede di non invitare nessuno all’incontro sull’ospedale ‘Villa Putti’ di Cortina”.

“Il parere dell’Ufficio legislativo ci conforta – continuano i consiglieri PD – adesso aspettiamo di leggerlo nella sua completezza; abbiamo infatti chiesto al Presidente Boron di inviarlo a tutti i membri della Commissione Sanità. Eravamo certi delle nostre ragioni: alcune delibere di Giunta sono atti programmatori e dunque prima del via libera era necessario che fossero discusse e votate in Quinta Commissione. E in questo inizio anno, l’iter non è stato rispettato in numerosi casi: la Dgr n. 2165, che pone il tetto alle spese per la salute mentale, impedendo nuovi ingressi nelle comunità residenziali e semi residenziali, la n. 2174, che stabilisce il blocco di assunzioni e dell’attivazione di ospedali di comunità, centri diurni e strutture per anziani e fissa nuove regole per l’edilizia sanitaria, o ancora la n. 2239, con cui si approva il riparto provvisorio del Fondo sanitario regionale”.

“Tutti i succitati provvedimenti – osservano i consiglieri regionali – presentano profili di illegittimità; lo stesso Boron ha invitato la Giunta regionale a revocarli, per riadottarli nella forma corretta e poi inviarli al Consiglio affinché la Commissione competente si possa esprimere ed evitare in questo modo possibili impugnative in sede giudiziaria”.

“Si tratta del secondo stop nel giro di pochi giorni – chiosano Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo ed Orietta Salemi – dopo quello del Governo che ha impugnato la Legge sui Veneti come minoranza nazionale: anche in quel caso eravamo stati facili profeti”.

Fonte: www.consiglioveneto.it