News Rette di riferimento dei servizi alle persone con disabilità: la giunta é ferma da un anno
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Rette di riferimento dei servizi alle persone con disabilità: la giunta é ferma da un anno

(Arv) Venezia 21 lug. 2016 – “Da più di un anno i Centri diurni per disabilità sono in attesa del decreto della Giunta per quanto riguarda programmazione e rette. Un silenzio inaccettabile che sta creando problemi ai Ceod con ovvie ricadute sulle persone che usufruiscono dei servizi”. Arriva tramite un’interrogazione a risposta immediata del gruppo del Partito Democratico (firmatari Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Alessandra Moretti, Orietta Salemi e Francesca Zottis) un sollecito alla Giunta Zaia, latitante da 14 mesi visto che la delibera in oggetto risale addirittura a maggio 2015.

Un atto in cui venivano individuate delle linee guida per migliorare la programmazione del servizio, ma rimasto lettera morta nonostante fosse previsto di emanare entro 120 giorni il decreto attuativo da parte del direttore generale dell’Area sanità e sociale. “Avevamo dato parere favorevole in Quinta commissione facendo inserire alcune modifiche – precisano i consiglieri Pigozzo e Sinigaglia – a partire dalle direttive tecniche da predisporre entro quattro mesi dalla pubblicazione del provvedimento sul Bur del Veneto, ma siamo ancora in attesa. Inoltre non si è mai costituito il tavolo di lavoro per il monitoraggio sulla sperimentazione, néè stato definito un sistema di rendicontazione annuale da inviare alla Commissione stessa per aggiornare la programmazione. E tra le tante mancanze c’è pure la definizione del sistema di verifica del rispetto dei costi standard nelle strutture che sono gestite direttamente dalle Ulss”.

“Ma la Regione brancola nel buio, tante parole e zero fatti, nonostante sia passato oltre un anno – chiudono gli esponenti del Partito Democratico – Nessuna sperimentazione è stata attivata e il decreto non c’è. I Centri diurni non possono vivere in questa incertezza sul proprio futuro, con conseguenze pesanti sulla gestione e sulle persone con disabilità, che già vivono situazioni difficili”.

Fonte: www.consiglioveneto.it