News Referendum separazione Venezia-Mestre: è sbagliato lo strumento
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Referendum separazione Venezia-Mestre: è sbagliato lo strumento

(Arv) Venezia 25 gen. 2017 – “La legge sul referendum per la separazione tra Venezia e Mestre che approderà martedì prossimo in aula secondo il parere dell’Ufficio legislativo del Consiglio è illegittima. Ai cittadini va detta la verità, non vanno presi in giro raccontando bugie elettorali. Per questo come gruppo abbiamo deciso di non partecipare al voto, non vogliamo essere corresponsabili di un atto grave da un punto di vista normativo”.

I consiglieri del Partito Democratico, Francesca Zottis e Bruno Pigozzo, contestano il Pdl regionale n. 8 “Suddivisione del comune di Venezia nei due comuni autonomi di Venezia e Mestre” che dovrebbe essere affrontato dall’aula di Palazzo Ferro Fini la prossima settimana. “Il nostro non è un ‘no’ alla separazione, ma non possiamo approvare questo tipo di referendum perché, a prescindere dall’esito della consultazione, potrebbe essere annullato da chiunque lo voglia impugnare. Il Consiglio non può far finta di nulla di fronte al contrasto normativo segnalato dall’Ufficio legislativo tra la legge istitutiva della Città metropolitana e questa proposta di referendum. Non possiamo né dobbiamo prendere in giro i cittadini consegnando loro lo strumento sbagliato: va garantito il diritto di potersi esprimere con un provvedimento inattaccabile dal punto di vista giuridico”, spiegano i due esponenti del PD.

“L’espressione della volontà popolare è fondamentale in democrazia, ma i processi di partecipazione devono essere legittimi. Ignorare il rispetto della norma e le sue conseguenze è invece un esercizio sicuramente antidemocratico. Lo strumento del referendum è prezioso e va utilizzato seguendo gli iter previsti per evitare di illudere e prendere in giro i cittadini che hanno il diritto di esprimersi. Se, grazie al voto del Consiglio, inizierà il processo di promozione del referendum e con esso le spese collegate chi pagherà l’evidente danno erariale quando la legge impugnata verrà dichiarata illegittima? E, scenario ancora peggiore, se si arrivasse al voto e la consultazione venisse annullata, cosa racconteremo ai nostri cittadini? Non siamo chiamati a promuovere l’identità dei nostri partiti o a garantirsi destini personali, ma a rispettare i veneti e a legiferare secondo le regole date. Così facendo – sottolineano Zottis e Pigozzo – stiamo mancando di rispetto sia ai veneziani che ai mestrini e creiamo un ulteriore precedente per far dire a chi ci guarda che la politica parla, ma non è in grado di fare ed operare per il bene comune. Autonomia significa uso virtuoso della norma e capacità di garantire percorsi concreti, non libertà di fare quello che si vuole in barba alle leggi esistenti”.

Fonte: www.consiglioveneto.it