News Politica – Zottis, Pigozzo e Fracasso (PD): “Sul referendum Ve-Mestre la maggioranza tira dritto rischiando il danno erariale. La polemica interna con Brugnaro più forte del rispetto delle regole”
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Politica – Zottis, Pigozzo e Fracasso (PD): “Sul referendum Ve-Mestre la maggioranza tira dritto rischiando il danno erariale. La polemica interna con Brugnaro più forte del rispetto delle regole”

(Arv) Venezia 11 lug. 2017 – “Non siamo contrari al referendum, ma a questo modo di procedere da parte della Giunta. Non tener conto del ricorso del Comune di Venezia né dei pareri della presidenza del Consiglio dei ministri e del nostro Ufficio legislativo, oltre a illudere i cittadini rischia di avere ripercussioni economiche e si potrebbe configurare il danno erariale”.

Lo affermano i consiglieri del Partito Democratico Francesca Zottis, Bruno Pigozzo e il capogruppo Stefano Fracasso a proposito del Pda della Giunta discusso oggi in aula relativo al ‘bacino elettorale’ per la consultazione sulla separazione tra Venezia e Mestre in programma il 22 ottobre e che prevede la ‘chiamata al voto’ dei residenti nel territorio del Comune capoluogo e non della Città metropolitana. Provvedimento che non è stato votato dai Democratici. “Non comprendiamo il motivo di questa ostinazione, perché la Regione non voglia almeno attendere l’esito del ricorso. O meglio, forse si capisce dalla discussione in Consiglio – si legge in una nota diffusa dai tre consiglieri – Da quanto emerso nel dibattito, infatti, sembra che questa scelta sia più una rivendicazione della Lega per colpire Brugnaro, anziché una decisione politica consapevole. Il relatore Semenzato ha sottolineato con veemenza come il sindaco di Venezia non abbia dato seguito agli accordi elettorali. È un elemento del tutto irrilevante ai fini del referendum ma che mette in risalto la strumentalità, grave, della scelta della maggioranza”.

“Abbiamo deciso di non partecipare al voto per i troppi elementi di contraddizione rispetto all’iter procedurale, proprio come avevamo fatto lo scorso 14 febbraio. Oggi le ragioni che ci portarono allora uscire dall’aula sono state avvalorate da due autorevoli pareri, che hanno rilevato un profilo di illegittimità, poiché con l’approvazione della legge 56/2014 la Regione non ha più competenza per indire questa consultazione. Sarebbe bastato, come misura precauzionale, aspettare gli esiti del ricorso, invece la rivalsa politica è stata più forte di tutto. Ma questa azione – chiudono i tre esponenti Dem – è sbagliata nel metodo, la democrazia è fatta di regole che devono essere rispettate”.

Fonte: www.consiglioveneto.it