News Pigozzo (Pd): “Ex esposti alle ammine: Zaia ha tolto le esenzioni dal ticket e ora si vergogna a incontrare le vittime?”

Pigozzo (Pd): “Ex esposti alle ammine: Zaia ha tolto le esenzioni dal ticket e ora si vergogna a incontrare le vittime?”

7 luglio 2016 – “Da ben otto mesi gli ex esposti alle ammine aromatiche di Porto Marghera stanno aspettando di incontrare Zaia o l’Assessore alla Sanità Coletto per capire perché la Regione prima approva l’esenzione del ticket e poi la toglie. Ad oggi, però, zero risposte: la loro richiesta è caduta nel vuoto”.

Sono le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio regionale del Partito Democratico Bruno Pigozzo che prosegue: “Si tratta di un confronto che ho sollecitato spesso: sul tema esenzione mi ero già impegnato ed oggi intervengo nuovamente con un’interrogazione a risposta immediata”.

“Al centro – prosegue l’esponente Dem – il dietrofront della Giunta che con la “razionalizzazione della spesa” dallo scorso ottobre ha cancellato l’esenzione dai ticket di diagnostica per i lavoratori esposti in passato a sostanze cancerogene certificate, previsto invece dalla Legge regionale del 27 aprile 2015, senza però fornire spiegazioni dettagliate. L’Associazione di Porto Marghera si era subito mossa per chiedere al Presidente Luca Zaia chiarimenti sull’abrogazione dell’articolo 16 e il governatore aveva delegato l’Assessore Luca Coletto, competente per materia, a fissare l’incontro. La mail di risposta di Palazzo Balbi risale al 10 novembre, da allora però nessun segnale da parte della Giunta”.

“È un comportamento inaccettabile – conclude Pigozzo – sebbene dal momento della delega siano trascorsi otto mesi, l’assessore alla Sanità non ha ancora fissato alcun incontro con i referenti dell’Associazione. Tutte le persone che sono state esposte a contaminazioni da ammine aromatiche e da altri agenti tossico-nocivi hanno il diritto di ottenere spiegazioni sui motivi che hanno spinto la Regione Veneto ad abolire le esenzioni dai ticket per le prestazioni diagnostiche previste dai protocolli di sorveglianza sanitaria”.

Fonte: www.consiglioveneto.it