News Pigozzo e Zottis (PD): “Mancano meno di tre mesi al passaggio di Cavallino Treporti all’Ulss 4 ma ancora non c’è una sola certezza sui servizi. La Regione spieghi perché non ha voluto ascoltare Comune e cittadini”
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Pigozzo e Zottis (PD): “Mancano meno di tre mesi al passaggio di Cavallino Treporti all’Ulss 4 ma ancora non c’è una sola certezza sui servizi. La Regione spieghi perché non ha voluto ascoltare Comune e cittadini”

(Arv) Venezia, 6 ottobre 2017 – “A tre mesi dal passaggio di Cavallino Treporti dall’Ulss 3 alla Ulss 4 ci sono ancora troppi nodi da sciogliere. Se la Regione avesse ascoltato i cittadini e preso in considerazione il progetto di legge che abbiamo presentato a marzo non ci troveremmo in questa situazione”. Bruno Pigozzo e Francesca Zottis, consiglieri del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, commentano così il ‘day after’ del tavolo tecnico tra Comune e Ulss 4 in vista del cambio che avverrà il 1 gennaio.

“Mesi fa è stato attivato un protocollo, ma si sono mossi soltanto ora e i tempi sono strettissimi – spiegano i due esponenti del Pd – Ancora non ci sono certezze sulla creazione del Punto di primo intervento, da qui a fine dicembre dovrà essere individuata l’area su cui realizzarlo, partire e completare i lavori. Il sindaco ha poi evidenziato i crescenti disservizi a causa della mancanza di personale, che non è stato rimpiazzato: da neurologia a cardiologia, passando per fisioterapia e ortopedia. Infine un altro tema che non ha trovato soluzione è quello della Croce Verde, con cui non è stato definita la continuità del servizio delle emergenze – aggiungono i due consiglieri veneziani del Pd, annunciando un’interrogazione in Regione – Vogliamo capire cosa sta realmente succedendo e perché siamo arrivati a questo punto. C’è una petizione firmata da 4700 residenti per restare con la Ulss Serenissima, appello raccolto da un Pdl, primo firmatario Bruno Pigozzo insieme alle consigliere Baldin e Negro, in cui si chiedeva di modificare la Legge regionale 19 del 2016, nella parte riguardante la definizione degli ambiti territoriali delle Ulss. Purtroppo la nostra proposta giace in un cassetto e il presidente della Quinta commissione Boron si guarda bene dal tirarla fuori e discuterla, a riprova della supponenza della maggioranza, che ormai ha deciso di andare avanti per la propria strada negando anche l’evidenza. I cittadini si sentono presi in giro e il riparto del fondo sanitario ha rafforzato la convinzione di essere usati come merce di scambio per portare più soldi alla Ulss 4”.

Fonte: www.consiglioveneto.it