News Pagamento ticket al Pronto Soccorso: Anomalie inaccettabili da correggere
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Pagamento ticket al Pronto Soccorso: Anomalie inaccettabili da correggere

(Arv) Venezia, 6 ott. 2015 – “Secondo quanto si apprende dalla stampa, in alcuni ospedali veneti, anche se infermieri e medici del Pronto Soccorso identificano il livello di urgenza di un paziente come codice verde, un software fornito dalla Regione e installato nei loro computer propone soltanto e fedelmente una griglia con le fattispecie di ‘urgenze’ previste da una delibera di Giunta dello scorso anno (la n. 1513 del 12 agosto 2014). E qualora il paziente non rientri in uno dei 10 casi previsti, il codice di uscita risulta essere sempre quello bianco, ovvero a pagamento”: questa è la segnalazione fatta rimbalzare, attraverso un’interrogazione, sul tavolo della Giunta dai consiglieri regionali del PD Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia e Orietta Salemi, assieme a Franco Ferrari (Gruppo Moretti Presidente).

“Questa vicenda – osserva Pigozzo – è la conseguenza diretta delle pesanti modifiche ai criteri per l’assegnazione dei codici di appropriatezza apportate dalla Giunta con quella delibera. E mentre l’assessore alla Sanità sostiene che i medici hanno libertà nell’imputare i codici, i medici si dichiarano defraudati della loro professionalità. Vero è che ci sono segnalazioni chiare sull’impennata del numero di codici bianchi e sul fatto che presso alcuni ospedali si sarebbe ritenuto di far togliere la suddetta griglia proposta dal sistema, col risultato che i codici bianchi non sono aumentati”.

“Il problema non è di poco conto, bensì sostanziale, soprattutto per le tasche degli utenti. Perché non è la stessa cosa accedere al servizio di Pronto Soccorso gratuitamente piuttosto che sborsando cifre che si aggirano attorno ai 60 euro. Chiediamo dunque che la Giunta verifichi con la massima urgenza l’applicazione dei criteri di assegnazione del codice bianco attraverso questo software, per evitare profonde ingiustizie a danno dei cittadini e della professionalità dei medici”. “Questa vicenda – conclude Pigozzo – è inoltre la dimostrazione palese che il cittadino non ha ancora alternative al Pronto Soccorso. Infatti tutta la riorganizzazione della medicina di gruppo sul territorio non è ancora decollata. Con tutte le conseguenze spiacevoli che ne derivano”.

Fonte: www.consiglioveneto.it