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Memoria per le vittime delle mafie

(Arv) Venezia 23 mar. 2016 – “Ho portato il saluto del Consiglio regionale ai giovani che oggi al teatro Goldoni a Venezia hanno celebrato la Prima Giornata regionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, giornata conclusiva del progetto promosso dalla Regione Veneto in collaborazione con Avviso Pubblico, realizzato in attuazione della Legge Regionale 48/2012”. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Bruno Pigozzo, è rimasto particolarmente colpito dalla “partecipazione degli studenti, oltre 800 quelli coinvolti di 15 scuole venete nelle quali si è approfondito il nodo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, in un percorso di formazione e presa di coscienza della gravità del crimine organizzato e delle varie mafie. Importante è stato l’approfondimento fatto nelle scuole su tre vittime innocenti di mafia: i veneti Cristina Pavesi e Silvano Franzolin e Rosario Livatino – ha spiegato il vicepresidente Pigozzo – Nel corso dell’incontro al teatro Goldoni ci sono stati momenti di autentica commozione, vuoi quando sono stati scanditi tutti i nomi delle 880 vittime della mafia o quando ha preso la parola Matilde Montinaro, sorella di Antonio, poliziotto e capo scorta del giudice Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992”. Nel corso dell’evento “ho potuto rispondere alle domande degli studenti – ha detto il vicepresidente Pigozzo – che mi chiedevano se anche per il futuro verrà riproposta questa iniziativa: li ho rassicurati visto che a Bilancio sono stati stanziati 300 mila € per finanziare la legge 48/2012. Una legge – ha concluso Pigozzo – importante, perché l’informazione, la cultura, la cura delle relazioni umane e istituzionali, la responsabilità, sono le prime armi con le quali si può contrastare la forza del crimine organizzato. L’informazione e la cultura sono gli anticorpi della legalità, dell’etica, che la democrazia deve sviluppare tra le nuove generazioni e non solo per contrastare le mafie che per altro costituiscono un fenomeno inquietante. Ecco perché considero importanti queste iniziative mentre ritengo fondamentale rinnovare la memoria e ricordare sempre i caduti nella lotta alla mafia, le vittime innocenti. La mafia rappresenta una cultura di morte che rifiutiamo e che non possiamo tollerare: Affermarlo insieme ai giovani non è solo un dovere civile, ma un obbligo etico e morale”.

Fonte: www.consiglioveneto.it