News Lavoro – Pigozzo e Zottis (PD): “Un piano industriale urgente e serio per Thetis, che permetta di salvaguardare tutti i lavoratori e le loro competenze”
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Lavoro – Pigozzo e Zottis (PD): “Un piano industriale urgente e serio per Thetis, che permetta di salvaguardare tutti i lavoratori e le loro competenze”

(Arv) Venezia, 20 sett. 2017 – “Lo slittamento delle procedure di licenziamento per i lavoratori Thetis va sfruttato al meglio. Ci sono altri venti giorni di tempo, che non sono comunque molti, per approvare un piano industriale serio che valorizzi e non getti alle ortiche un patrimonio di competenze nel campo dell’ingegneria ambientale, riconosciuto anche all’estero. Serve una collaborazione trasparente e responsabile tra le istituzioni”.

Questa la sollecitazione dei consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis “dopo che la riunione della scorsa settimana tra Ufficio regionale del lavoro, sindacati e direzione di Thetis non ha portato a grosse schiarite, con la proprietà che ha confermato i 45 licenziamenti”.

“Occorre agire con urgenza – chiedono i consiglieri regionali – perché la nuova scadenza è fissata al 10 ottobre. Se la prospettiva di Linetti commissario rappresenta un punto di chiarezza per procedere a un progetto di collaborazione tra istituzioni, si proceda allora con trasparenza, velocità e senso di responsabilità”.

“Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Montanari – continuano gli esponenti Democratici – anche il nuovo piano industriale comporterebbe alcuni licenziamenti, poiché escluderebbe il settore della mobilità sostenibile e tutti i laboratori. Il 20% del pacchetto azionario è in vendita, si tratta delle quote di Mantovani, Palomar, Adria Infrastrutture, ma non sappiamo chi potrà acquistarle”.
“Resta poi aperto il nodo dei mancati pagamenti da parte del Consorzio Venezia Nuova, ben otto milioni – chiosano Bruno Pigozzo e Francesca Zottis – il saldo potrebbe garantire un po’ di ossigeno, invece non ci sono così risorse per i fornitori e a breve anche per gli stipendi dei dipendenti, che rischiano quindi di restare schiacciati da una situazione di cui non sono assolutamente responsabili. I commissari hanno infatti puntato tutto sul Mose e la sua manutenzione, facendoli lavorare su commesse che poi non sono state saldate”.

Fonte: www.consiglioveneto.it