News Infrastrutture – Pigozzo (PD): “Il futuro di Cav non può essere bloccato dalle polemiche interne. La Giunta si chiarisca con Anas: serve una programmazione infrastrutturale seria”
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Infrastrutture – Pigozzo (PD): “Il futuro di Cav non può essere bloccato dalle polemiche interne. La Giunta si chiarisca con Anas: serve una programmazione infrastrutturale seria”

(Arv) Venezia, 12 ott. 2017 “I buoni risultati ottenuti da Cav e le prospettive future non possono essere vanificati da personalismi e polemiche di basso profilo. Dopo aver ascoltato la presidente del Cda Luisa Serato non siamo affatto tranquilli perché manca la chiarezza. Chiediamo a Zaia e alla sua Giunta un’assunzione di responsabilità, non possono restare inerti e rassegnarsi alle beghe interne”.

A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Bruno Pigozzo al termine dell’audizione in Seconda commissione della presidente di Concessioni Autostradali Venete Luisa Serato, richiesta alla luce dello scontro on l’ad Michele Adiletta che va avanti ormai da un anno.

“La relazione della presidente non ci ha tranquillizzato affatto, emerge il clima di difficoltà interno che rischia di ripercuotersi sull’attività della società. È inammissibile che avvenga in un periodo particolarmente positivo per l’andamento dei traffici. Se serve un chiarimento politico con Anas, la Regione faccia un passo avanti, perché una situazione del genere non aiuta nessuno. Abbiamo un gioiello che va sostenuto e rilanciato con una strategia lungimirante, anziché ostacolarlo con polemiche interne sulle cui cause non è stato detto niente neanche oggi in Commissione – dice ancora il vicepresidente del Consiglio – Un altro elemento di preoccupazione riguarda la prospettiva di cancellare i patti parasociali previsti dallo Statuto di Cav, con cui si andrebbe a compromettere ulteriormente lo sviluppo futuro della società”.

“Forse non ci si rende conto di quanto sia pericolosa questa situazione di stallo – avverte Pigozzo – Gli utili da qui al termine della concessione ammonteranno a più di 600 milioni, destinati alle infrastrutture del Veneto. Non possiamo permetterci di impiegarli senza una programmazione strategica, che al momento non c’è. Il rischio è che prevalga la logica del consenso, preferendo accontentare le clientele di turno e consumando queste risorse in tante briciole. Sarebbe una disfatta per il Veneto”.

Fonte: www.consiglioveneto.it