News In Consiglio regionale del Veneto il dibattito sul Referendum sull’Autonomia (1)

In Consiglio regionale del Veneto il dibattito sul Referendum sull’Autonomia (1)

(Arv) Venezia 21 feb. 2017 – Il Consiglio regionale del Veneto ha affrontato nella seduta di martedì 21 febbraio il Pdl 192 “Modifiche alla Legge regionale 19 giugno 2014, n.15 ‘Referendum consultivo sull’autonomia del Veneto”. Il testo in aula è stato presentato dalla relatrice Sonia Brescacin (Gruppo Zaia Presidente) e dal controrelatore Stefano Fracasso (Pd).

E’ intervenuto in aula il presidente Luca Zaia e il dibattito consiliare è stato inaugurato dal capogruppo del Movimento 5Stelle Jacopo Berti che ha preannunciato il voto favorevole del suo movimento presentando un Ordine del Giorno con cui si propone “se il governo non concederà l’auspicabile election-day, di finanziare la consultazione referendaria con le risorse ottenibili dall’abolizione dei vitalizi pagati dalla Regione”. Voto favorevole anche da parte Marino Zorzato (Area Popolare) per il quale “Il veneto è già oggi pronto per il voto e non attendiamo di certo le indicazioni di Salvini: facciamolo subito questo referendum,. Non aspettiamo settembre, facciamolo a giugno”.

Stefano Valdegamberi (Gruppo Zaia Presidente) ha voluto invece ripercorrere la tradizione e “cultura autonomista che affonda le sue radici in Veneto nella storia della Serenissima” sviluppando poi la sua riflessione fino alla Dc, della quale Valdegamberi ha rivendicato, condividendoli, i valori morali, soffermandosi specialmente sulla figura di Antonio Bisaglia.

Graziano Azzalin (Pd) ha criticato fortemente il Referendum “strumentale che deve servire unicamente per pagare la campagna elettorale del Presidente Zaia” mentre la “vera autonomia si può ottenere andando a trattare direttamente con il governo”.

Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord, dopo aver rammentato quali risultati importanti sono stati ottenuti dopo le consultazioni popolari nei Comuni che volevano passare sotto l’amministrazione delle Provincie autonome o il Friuli, “referendum che non sono stati inutili, visto che hanno sbloccato circa 720 milioni di contributi per i comuni di confine in dieci anni” ha ribadito che “allo stato italiano non interessa il nostro referendum. Lo stato ha paura del Referendum e noi non dobbiamo invece aver paura di sentire l’opinione e il parere dei cittadini: non si deve aver paura del voto popolare, non si deve sottovalutare la volontà dei cittadini ma soprattutto dobbiamo lavorare per il futuro e il bene del Veneto”.

Pietro Dalla Libera (Veneto Civico) preannunciando il suo voto favorevole e auspicando l’election day per abbattere i costi ha definito il referendum “una tappa fondamentale, perché sostenere il referendum rende finalmente percorribile la strada prevista dall’art.116 della Costituzione.”

Fonte: www.consiglioveneto.it