News Cultura della Legalità – “A Padova è stata celebrata la terza edizione della Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia: dai giovani devono nascere gli anticorpi per costruire una società migliore”
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Cultura della Legalità – “A Padova è stata celebrata la terza edizione della Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia: dai giovani devono nascere gli anticorpi per costruire una società migliore”

(Arv) Venezia 21 mar. 2018 – Oggi, 21 marzo 2018, a Padova, a Palazzo Della Ragione, è stata celebrata, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, dell’ANCI Veneto, delle scuole regionali, delle Associazioni ‘Avviso Pubblico’ e ‘Libera’, la terza edizione della ‘Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia’. Durante la cerimonia, sono stati presentati i video prodotti da 14 scuole del Veneto, attraverso i quali gli studenti hanno voluto raccontare le gesta e l’eredità morale lasciata dalle vittime delle mafie, dai più noti, Pio La Torre, Di Salvo, Fava, il giudice Livatino, il piccolo Di Matteo, ai meno conosciuti, Vito Montinaro, Emanuela Loi e ai tanti, troppi ‘eroi minori’ che hanno sacrificato la loro vita per lo Stato e per una società più sana. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, il Vicepresidente Bruno Pigozzo, l’Assessore regionale Cristiano Corazzari, hanno consegnato il ‘Premio Legalità e Sicurezza’ a 8 rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, per “aver contrastato la criminalità organizzata dimostrando alto senso del dovere e acume investigativo, consegnando alla Giustizia autori di comportamenti illeciti, malavitosi e mafiosi”.

Il Presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, ha spiegato come “ogni anno, come Regione Veneto, celebriamo questa giornata assieme ad altre istituzioni, all’Ufficio Scolastico Regionale, alle Forze dell’Ordine, alle associazioni impegnate nel territorio, per ribadire un concetto fondamentale: assieme, tutti uniti, oltre le differenti posizioni politiche, dobbiamo parlare con una sola voce e con una sola lingua, quella del diritto e della giustizia, per promuovere la cultura della legalità, la nostra cultura, che è sicuramente più forte di quella mafiosa, la quale cerca in modo subdolo di insinuarsi nel tessuto socio- economico. Per sconfiggere la mafia – che come affermava giustamente Giovanni Falcone, non è certo invincibile e avrà prima o poi una fine – è particolarmente opportuno coinvolgere le giovani generazioni e far comprendere loro il forte pericolo che stiamo correndo e di come sia quindi prioritario impegnarci tutti assieme per fabbricare gli anticorpi, allo scopo di rendere immune la nostra società dalle infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa”.

“E’ doveroso da parte nostra – ha proseguito Ciambetti – onorare la memoria delle tante, delle troppe vittime della mafia, che hanno dato la propria vita in cambio della nostra libertà. Voglio ringraziare tutti coloro che con il loro esempio ci hanno insegnato e ci insegnano che il coraggio deve prevalere sempre sulla viltà, che è il marchio di fabbrica delle mafie”. “Ricordo – ha concluso Il Presidente Roberto Ciambetti – le parole pronunciate dalla signora Rosaria, vedova di Vito Schifani, membro della scorta del giudice Falcone che, durante le esequie delle vittime della strage di Capaci, invitava i mafiosi a mettersi in ginocchio, a chiedere perdono e a cambiare vita, pur consapevole, tuttavia, che la mafia non sarebbe cambiata mai…qui sta tutta la viltà mafiosa. E chiudo con una poesia della grande Alda Merini, dedicata a Giovanni Falcone: ‘La mafia sbanda, la mafia scolora, la mafia scommette, la mafia giura che l’esistenza non esiste, che la cultura non c’è, che l’uomo non è amico dell’uomo. La mafia è il cavallo nero dell’Apocalisse che porta in sella un relitto mortale, la mafia accusa i suoi morti. La mafia li commemora con ciclopici funerali: così è stato per te, Giovanni, trasportato a braccia da quelli che ti avevano ucciso’. Perché le vittime della mafia non hanno bisogno di funerali e di cerimonie pompose e retoriche, bensì desiderano che vengano promossi un impegno e una memoria veramente consapevoli”.

Così il Vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo: “Celebriamo oggi la Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia assieme alle scuole del Veneto che hanno aderito al progetto, gestito dall’Associazione ‘Avviso Pubblico’, in collaborazione con il Consiglio regionale del Veneto, per far sì che la memoria e l’impegno si traducano in testimonianze dirette, rivolte ai giovani, per contrastare la criminalità organizzata e mafiosa. Siamo invitati a costruire tutti assieme, scuole, associazioni, Istituzioni e Forze dell’Ordine, un futuro di giustizia, legalità e trasparenza. Le mafie purtroppo in Veneto sono presenti e ben radicate nel territorio, ogni giorno vengono captati segnali preoccupanti in tal senso e non dobbiamo quindi correre il rischio di abbassare la guardia. Sottolineo un altro rischio paradossale in cui possiamo incorrere: in questo contesto, fa quasi più notizia Felice Maniero che è perseguitato dai suoi ex compagni, piuttosto che l’impegno profuso quotidianamente e silenziosamente dalle Istituzioni e dalle Forze dell’Ordine per combattere le mafie e la malavita organizzata. Noi siamo qui oggi anche e soprattutto per riaffermare questo impegno civico contro tutti i fenomeni mafiosi”.

L’Assessore regionale Cristiano Corazzari: “Questa giornata è stata voluta fortemente dalla Regione per ricordare le vittime di tutte le mafie, in modo assolutamente non retorico, bensì con lo scopo di trasmettere un messaggio di legalità che deve essere condiviso soprattutto tra le giovani generazioni, che sono deputate a costruire il futuro della nostra società. E’ quindi prioritario instaurare un rapporto costante con le scuole, promuovendo i valori della legalità, della sicurezza e della partecipazione, in sinergia con lo Stato, le Istituzioni democratiche e le Forze dell’Ordine”.

“Ricordo – ha concluso l’Assessore Corazzari – che la Regione Veneto, con la Legge n. 48 del 28 dicembre 2012, ‘Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile’, si è attivata in prima persona per combattere la mafia e la criminalità organizzata, dimostrandosi unita e compatta tra le diverse forze politiche rappresentate, con il chiaro e forte intento di promuovere la cultura della legalità. La mafia rappresenta un fenomeno pericoloso e insidioso, che si nasconde all’interno dell’economia e della finanza, che sfrutta le moderne tecnologie, subdolo, che può intaccare anche il nostro Veneto, pur fondato su valori forti e sani. Per questo, non possiamo permetterci di abbassare la guardia e rappresenta un nostro preciso dovere civico ricordare le vittime di tutte le mafie, ma anche quanti hanno perso la vita per mano dei terroristi”.

Il Sindaco di Padova Sergio Giordani: “Padova è onorata di ospitare questa importante giornata in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita per colpa della mafia. Ma la doverosa memoria si deve tradurre in un forte impegno collettivo per contrastare la criminalità organizzata e mafiosa. La guerra che siamo chiamati a combattere sarà lunga ma si potrà vincere se, oltre alla necessaria azione repressiva svolta dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura, si affiancherà la consapevolezza, culturale e sociale, intorno alla gravità del fenomeno mafioso, coinvolgendo innanzitutto i giovani. La mafia, negli ultimi anni, si sta evolvendo, non è più semplicemente infiltrata nel mercato della droga e della prostituzione, ma cerca di estendere progressivamente il proprio controllo sull’economia, soprattutto in questo difficile contesto che stiamo vivendo, anche a Padova, con molte imprese che versano in difficoltà economiche per colpa della perdurante crisi e che quindi sono più esposte a infiltrazioni mafiose”.

“La risposta che deve dare la nostra società per contrastare le mafie deve essere duplice – ha chiosato il Sindaco Giordani – da una parte, va incrementata la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno mafioso, per poterlo contrastare efficacemente, dall’altra, deve essere intensificato il nostro impegno civico, rifiutando e denunciando senza tentennamenti tutti i comportamenti illeciti e corruttivi. Siamo vicini, come istituzioni, a coloro che si ribellano e combattono la criminalità organizzata e mafiosa, e la memoria delle troppe vittime innocenti delle mafie deve tradursi in uno strumento per costruire tutti assieme una società più giusta”.

Sono, quindi, intervenuti i rappresentanti delle Associazioni ‘Avviso Pubblico’ e ‘Libera’, che hanno sottolineato l’importanza di “comprendere il fenomeno mafioso, di come questo sia radicato in Veneto e di quali strumenti ci dobbiamo dotare per combattere le mafie, avviando un percorso virtuoso con le scuole, con i giovani, e con tutti coloro che hanno sete di giustizia. E’ doloroso ascoltare il lungo elenco delle vittime di mafia, un rosario civico, nomi e cognomi di persone che non ci sono più e che invece dovrebbero oggi essere qui, assieme a noi, per testimoniare e insegnarci qualcosa di importante. Sicuramente, la loro memoria deve restare viva in tutti noi, umani cittadini, animati da nobili ideali e chiamati a costruire assieme un domani migliore”. La giornata commemorativa ha avuto epilogo in piazza degli Eremitani, in centro a Padova, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle principali sigle sindacali, degli studenti, con la lettura del lungo elenco delle circa novecento vittime innocenti delle mafie, iniziata da Antonella Borsellino, sorella del giudice Paolo. Quindi, il saluto di Don Luigi Ciotti, Presidente di ‘Libera’.

Fonte: www.consiglioveneto.it