News Criminalità – Pigozzo: “La mafia ha radici anche in Veneto e si combatte con gli strumenti della legalità”

Criminalità – Pigozzo: “La mafia ha radici anche in Veneto e si combatte con gli strumenti della legalità”

(Arv) Venezia 31 ott. 2017 – “Il contrasto alla criminalità organizzata e la promozione della legalità da parte delle Istituzioni pubbliche”. È il titolo del convegno che si svolgerà venerdì 3 novembre, alle ore 14.30, a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa regionale, promosso dal Consiglio regionale del Veneto in collaborazione con l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza istituito con Legge regionale n. 48/2012. Ad aprire i lavori, il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti e il Vicepresidente Bruno Pigozzo.

L’organizzazione scientifica dell’evento è di Pierluigi Granata, componente dell’Osservatorio. Il tema verrà sviluppato con gli interventi di Enzo Guidotto Componente Osservatorio; Mario Bertolissi, Docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Padova; Riccardo Borsari, Docente di Diritto Penale dell’Economia, Università degli Studi di Padova; Antonio Parbonetti Docente di Economia Aziendale, Prorettore Università degli Studi di Padova; Fabrizio Spagna Presidente Veneto Sviluppo S.p.A.; Ugo Dinello Giornalista “La Nuova Venezia”, coautore del libro “Mafie a Nordest”.

“La mafia, affermava Falcone nel 1991, si fa Stato dove lo Stato è tragicamente assente. Una considerazione breve e significativa – ricorda il Vicepresidente del Consiglio Pigozzo – da parte di un magistrato, Giovanni Falcone, dallo stile pratico e pragmatico, scevro da ideologismi e che sembrava rivolta soprattutto al fenomeno della mafia siciliana, a Cosa Nostra. Ma lo stesso Falcone, qualche mese dopo, nell’affidare alla rivista Micromega un intervento volto a descrivere la complessità del fenomeno mafioso in Italia, avvertiva anche che l’insediamento di Cosa nostra nelle città dell’Italia settentrionale non solo ha allargato la zona di influenza della mafia su di un territorio che tradizionalmente era immune da questo fenomeno, ma ha anche creato, in seguito agli intrecci e alle alleanze con membri della malavita locale, una situazione che mette in pericolo la sicurezza pubblica in tutta Italia. Un fenomeno che va quindi contrastato alla radice attraverso gli strumenti della legalità, come è emerso proprio pochi giorni fa a Roma, nel corso del convegno promosso dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie dal titolo: ‘Contrasto alle mafie: gli strumenti nella dimensione istituzionale nazionale e regionale’. Il Presidente del Senato Pietro Grasso e la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi hanno infatti evidenziato una serie di punti su cui anche in Veneto dobbiamo tutti riflettere: innanzitutto, l’affinità e l’influenza delle mafie con i sistemi di potere; ed in seconda battuta, della necessità di ricorrere a strumenti straordinari che devono diventare rapidamente ordinari, sistematici, strutturali. In Veneto la percezione della presenza delle mafie è ancora troppo debole, nonostante i segnali di illegalità giungano dai più settori come l’agroalimentare, i trasporti, i rifiuti, le opere pubbliche, il commercio, a fianco delle azioni malavitose correlate al traffico di droga, alla prostituzione, al gioco d’azzardo. Sono evidenti a tutti, poi, i cattivi esempi di corruzione che hanno coinvolto pubblici amministratori anche nella nostra regione. Serve più consapevolezza e, appunto, maggior sinergia istituzionale per reagire con azioni concrete. La legge regionale 48/2012 ‘Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile’ è certamente una buona base per innestare queste proposte – conclude il vicepresidente Pigozzo – Il convegno di venerdì sarà uno stimolo potente per rafforzare le iniziative in corso ed attuare in modo completo quelle previste dalla legge stessa”.

Fonte: www.consiglioveneto.it