News Consiglio regionale del Veneto: “Approvato PdL che modifica il Titolo VI, Capo III e IV, della L.R. 31 dicembre 2012, n. 53, ‘Autonomia del Consiglio regionale'”

Consiglio regionale del Veneto: “Approvato PdL che modifica il Titolo VI, Capo III e IV, della L.R. 31 dicembre 2012, n. 53, ‘Autonomia del Consiglio regionale'”

(Arv) Venezia 1 ago. 2017 – Nel corso della seduta odierna, il Consiglio regionale ha esaminato la Proposta di Legge, di iniziativa dei consiglieri Roberto Ciambetti, Massimo Giorgetti, Antonio Guadagnini e Bruno Pigozzo, relativa alle modifiche al Titolo VI, Capo III e IV, della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 53, ‘Autonomia del Consiglio regionale’, e successive modificazioni, per la ripartizione del budget a disposizione dei diversi gruppi consiliari.

Nella relazione introduttiva, il relatore Bruno Pigozzo (PD) spiega come “soprattutto nel corso della attuale legislatura, è emersa una evidente differenza nella applicazione dei criteri di ripartizione della spesa fra i diversi gruppi consiliari, che ha reso opportuno, a fronte della costituzione di un nuovo gruppo consiliare, un intervento dell’Ufficio di Presidenza per la definizione delle condizioni volte a consentire, nella salvaguardia dei rapporti di lavoro già in essere, la adeguata dotazione di risorse anche per il gruppo di nuova istituzione. La proposta normativa presentata mira a ridefinire il criterio della quantificazione della spesa per il personale dei gruppi consiliari, assegnando, a garanzia della adeguatezza di risorse, una parte fissa di dotazione, peraltro differenziata in ragione della consistenza del gruppo, ed una parte variabile e residua, in misura proporzionale al numero dei consiglieri componenti il gruppo. La dotazione dei nuovi gruppi sarà quindi in rapporto alla loro consistenza e verranno contestualmente adottate soluzioni di salvaguardia dei rapporti di lavoro già in essere”.

Così il correlatore Simone Scarabel (M5S) “il budget complessivamente a disposizione dovrebbe essere parametrato al numero dei consiglieri secondo un criterio puramente proporzionale. Tuttavia, in merito alla proposta presentata, se si vuole assicurare adeguato supporto anche ai piccoli gruppi, come Movimento 5 Stelle proponiamo alcuni emendamenti, in modo da restringere la portata del provvedimento all’interno del perimetro di una determinata coalizione. All’inizio della prossima legislatura, quando entrerà in vigore la nuova normativa, ogni coalizione, prima della formazione dei vari gruppi, dovrà decidere se frammentare le risorse a disposizione oppure metterle tutte assieme, a beneficio dell’intera area che ha condiviso un determinato progetto politico”.

Diversi gli interventi che si sono succeduti durante il dibattito in aula consiliare.
Sergio Berlato (FdI–AN–MCR), osserva come “la proposta normativa presentata è complessivamente condivisibile nei suoi aspetti portanti, anche se stiamo modificando un regolamento approvato all’unanimità nella passata legislatura, rispetto al quale propongo alcuni emendamenti migliorativi, per ridurre le differenze tra i gruppi composti da uno, due o tre persone e raggiungere così una maggiore gradualità, rendendo al contempo più flessibile l’esercizio delle risorse a disposizione”.

Nicola Finco (LN) evidenzia come “il Progetto di Legge sia abbastanza buono, in quanto può ristabilire un certo equilibrio tra le forze politiche presenti in Consiglio. Sicuramente, nella passata legislatura non è stato scritto un buon regolamento in materia. Il problema più evidente è quello di alcuni dirigenti, appartenenti a determinati gruppi, che lavorano solo part – time, godendo però degli stessi emolumenti di altri colleghi di pari livello, che sono invece impegnati tutto il giorno e per l’intero arco della settimana lavorativa: questo non è equo”.

Piero Ruzzante (Articolo 1 – MDP) ringrazia “l’Ufficio di Presidenza per aver introdotto alcune migliorie al testo normativo. Sono disponibile ad ascoltare ulteriori proposte di modifica per giungere ad una intesa condivisa, nel pieno rispetto per il lavoro dei dirigenti e del personale impiegato nei gruppi”.

Per Stefano Fracasso (PD) “la proposta arrivata oggi in aula consiliare è molto equilibrata e non fa inopportune forzature. Chi si presenta agli elettori con il proprio simbolo, programma e candidati e viene premiato dal voto, ha pieno diritto ad avere la propria dotazione di risorse e personale. Chi successivamente, e legittimamente, opera poi delle scelte diverse, lo fa a proprio rischio e pericolo e non può pretendere uguali diritti, anche se non c’è vincolo di mandato”.

Maurizio Conte (Autonomia per il Veneto) informa che “assieme alla collega Giovanna Negro (Veneto del Fare), ho presentato degli emendamenti al testo presentato, prevedendo che al gruppo misto e ai nuovi gruppi consiliari vengano attribuite le risorse spettanti ai mono gruppi indipendentemente dal numero dei consiglieri appartenenti alla formazione consiliare o alla nuova formazione, per parificare il trattamento economico dei dirigenti in modo da garantire a tutti la possibilità di supportare adeguatamente l’attività legislativa e comunque il lavoro dei consiglieri. Inoltre, proponiamo che nel gruppo misto e nei nuovi gruppi consiliari siano assunti unicamente dipendenti regionali a tempo indeterminato del Consiglio, così, se il gruppo si scioglie successivamente, essi possano tornare tranquillamente alle mansioni originarie”.

Graziano Azzalin (PD) precisa come “il Pdl che stiamo discutendo oggi è una proposta di mediazione che vuole regolamentare le risorse a disposizione dei diversi gruppi. Dobbiamo introdurre criteri di equità, raggiungendo un equilibrio tra i diritti in capo a chi è stato votato e quelli in capo a chi, dopo un certo periodo, non si riconosce più in un determinato progetto politico. Stop invece ai ‘furbetti della politica’, le cui scelte non sono dettate dall’esercizio legittimo della democrazia, bensì guidate da logiche meno nobili. Dobbiamo mettere dei paletti affinché la volontà degli elettori non venga tradita”.

Così Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) “sono d’accordo con i colleghi Fracasso e Azzalin sulla nascita dei nuovi gruppi. Deve essere diversificata la disciplina che regola i gruppi che si sono formati in seguito alle elezioni, e quelli che invece nascono successivamente. Ad ogni modo, al di là dell’ondata populista, la politica ha bisogno di risorse sufficienti per amministrare correttamente la Regione. Dobbiamo riqualificare il ruolo importante dei legislatori della nostra assemblea, perché grazie al lavoro del Consiglio regionale può essere migliorata la vita dei cittadini veneti”.

Per Andrea Zanoni (PD) “è giusto che anche i gruppi minori possano disporre di risorse sufficienti per poter svolgere bene il proprio mandato, d’altra parte questa proposta è frutto di mediazione, tuttavia non possiamo consentire strumentalizzazioni e distorsioni politiche, magari con la nascita di gruppi che si dichiarano di minoranza ma che in realtà politicamente si schierano nei fatti con le forze di maggioranza”.

Al termine della discussione e dell’esame degli emendamenti presentati, il Progetto di Legge è stato approvato con 40 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti.

Fonte: www.consiglioveneto.it