News Città metropolitana: necessario partire col piede giusto!
porta-ovest-720x405

Città metropolitana: necessario partire col piede giusto!

Articolo tratto da www.luminosigiorni.it – Autore: Davide Meggiato.

Venezia unica o unica Venezia?

Scusate care e cari candidati a sindaco (mi spiace ma, per ragioni meramente grammaticali sia chiaro, il femminile di questa parola non riesco proprio a declinarlo) di Venezia ma…ci siamo anche noi. Eh si ci siamo anche noi che abitiamo nei cosiddetti comuni afferenti alla gronda lagunare e, come tali, da sempre e per primi destinati a far parte dell’allora istituenda (e oggi istituita) area metropolitana di cui sarà presidente (immagino lo sappiate) quello che, tra voi, vincerà le ormai prossime elezioni.

Ci siamo anche noi ed è bene ricordarlo perché il tema dell’area metropolitana è davvero il grande assente da questo dibattito pre-elettorale. Già il PD (aridaje) ha, secondo chi scrive, perso una occasione storica non estendendo – proprio in virtù di questo doppio ruolo – le proprie primarie anche ai comuni dell’area metropolitana (e sarebbe stato pure un gesto dalla valenza altamente politica ma non è periodo questo, per il PD, di gesta simboliche) ma che poi di questo tema non si faccia menzione in alcun luogo mi pare ancora più grave.

Così come grave il non aver chiarito (tranquilli, almeno su questo nulla potete fare) se, come e quando (finalmente) il presidente della città metropolitana verrà scelto mediante elezioni anziché semplicemente individuato sovrapponendone il ruolo a quello di sindaco del capoluogo, E se, da un lato, Confindustria per bocca di Damaso Zanardo avvertiva (giusto un paio di giorni fa) che il nuovo sindaco metropolitano “dovrà essere capace di avere la visione anche dell’ultimo piccolo Comune per farlo dialogare al meglio con la parte centrale della città metropolitana” dall’altro aumentano i timori e dubbi che, così come è stata legislativamente pensata la città metropolitana, Venezia diventi anche “numericamente” soverchiante all’interno del consiglio metropolitano.

Perché, diciamocelo, già chi vive in terraferma percepisce Venezia più come matrigna che come madre, ingorda femmina capace di calamitare interessi e risorse lasciando spesso a digiuno i territori suoi contermini. Ma poi perché spesso proprio Venezia si dimostra indifferente a tutto ( e a tutti). E dire che in realtà i legami con, ad esempio, la Riviera del Brenta sono strettissimi.

Persino da un punto di vista urbanistico oramai si rende sempre più labile la differenza con Venezia. Se percorrete la Regionale 11 provenendo da via Fratelli Bandiera difficilmente vi accorgerete di quali e quanti paesi attraversate (magari vi accorgerete di altre cose specialmente se vi transitate di notte): segno evidente che ormai vi è un policentrismo talmente diffuso da poter essere considerato oramai come in realtà un solo, grande, agglomerato urbano.

E se per caso doveste fruire di un treno della linea Venezia/Adria (quella che i nostri vecchi chiamavano vaca mora) non potete non stupirvi se, arrivati ad Oriago, la prima stazione che incontrate si chiama Porta Ovest anziché …Oriago (per trovarla dovete aspettare quella successiva).

Perché Porta Ovest? Perché inizialmente il progetto – pensato all’insegna dell’intermodalita’ – prevedeva che, quanti fossero diretti a Venezia in auto, uscissero dall’autostrada, lasciassero l’auto in un parcheggio scambiatore da 800 posti (ora praticamente perennemente vuoto tranne di notte quando diventa davvero scambiatore ma di altre cose), prendessero il treno alla razione dii Porta Ovest, così chiamata proprio perché sarebbe dovuta diventare la porta d’ingresso a Mestre e a Venezia, Ma per essere ancora più chiari guardate la strada rappresentata in fotografia.

Ebbene quella strada non è soltanto una strada, è un confine, un muro. La mezzeria che divide quegli 8 metri di asfalto, infatti, segna l’appartenenza o al comune di Venezia o a quello di Mira. Poco conta direte voi….Beh non proprio. 4 metri separano una tariffa di autobus urbana da una extraurbana. 4 metri separano la possibilità di accedere gratuitamente (in quanto residenti ma tale, analoga, possibilità è data anche a quanti sono semplicemente nati nel comune di Venezia) ad alcuni musei. 4 metri separano una pesante differenziazione nella tariffa per la ZTL turistica (però almeno gli uni non hanno la tassa di soggiorno degli altri.

Non vi bastano questi 4 metri? E se questo confine anziché una strada e due frazioni (Oriago e Ca’ Sabbioni) fosse un confine interno ad uno stesso paese? Credete non sia possibile? Spostiamoci di 5 chilometri, da Oriago a Malcontenta (ove sorge la meravigliosa villa palladiana inserita tra i beni dell’Unesco) e, voila, il mistero buffo è servito: stesso paese ma diviso esattamente a metà.

Anche in questo caso una strada segna l’appartenza ad una o all’altra delle due realtà amministrative (Venezia e Mira). Il che significa scuole gestite da due diversi comuni; una diversa applicazione delle tariffe e dell’Imu; un’articolazione che prevede in metà paese la presenza di una municipalità ( la quale talvolta interviene anche su questioni che riguardano l’altra metà del paese e non può che essere altrimenti dato che, lo ripeto, pur di un unico paese si tratta) e nell’altra nessuna forma di decentramento. E poi il 31 maggio (data per voi importante) agli uni una sola scheda elettorale (Regionali), agli altri, vostri potenziali elettori, tre (Regionali, Comunali, Consiglio di Quartiere).

A proposito: studiatevi bene la mappatura degli spazi elettorali, non vorrei che – presi dall’entusiasmo – i vostri supporters affiggessero i manifesti nel….comune sbagliato! Con quel che costano…. Non male per persone che vivono nello stesso paese, sotto lo stesso campanile nevvero? Ma la cosa ancora più sorprendente è nel caso malaugurato in cui qualche vostro conoscente fosse proprietario di un albergo. Pensate: un albergo ubicato nello stesso paese è soggetto ad una tariffa di ZTL, ahimè per lui, molto più alta se si trova dalla parte sbagliata del confine. Anche se tra quella sbagliata e quella giusta ci sono 20 metri in linea d’aria. Certo, so cosa obietterete: i confini (politico amministrativi) da qualche parte devono pur passare. E la penso esattamente come voi. Ma credo sufficienti questi pochi esempi per capire l’estrema indissolubilità ( anche storica….lo sapete che i primi dogi, quelli della famiglia Partecipazio, furono sepolti nell’abbazia benedettina di San Ilario che si trovava a Dogaletto, – nome omen – cioè vicinissima alla Malcomtenta mirese?) tra territori che, prima o poi, entreranno a far parte di una unica realtà “amministrativa” (le virgolette sono d’obbligo perché ancora non c’è totale chiarezza sui compiti di questa area metropolitana). E allora e al di là delle strette competenze assegnate alla città metropolitana ci sono almeno tre temi “macro comunali” su cui bene farebbero i candidati a sindaco di Venezia a dire la loro opinione ma soprattutto a rendersi conto di come molti dei problemi che vive Venezia non possono che essere visti in una ottica più ampia ( e non serviva Confindustria a ricordarlo), Li elenco sommariamente.

TRASPORTI

Perché, ci si chiede, ancora non si riesce ad avere una tariffazione unica (ad esempio a validità temporale come già accade in altre città italiane con periferie molto più ampie di quella di cui stiamo parlando) INDIPENDENTEMENTE dal mezzo usato? Perché, ad esempio, chi è abbonato alla Vaca mora ( scusatemi ma noi che veniam dalla campagna siamo affezionati alle tradizioni) quando, la domenica (a Venezia si lavora anche di domenica), non ha a disposizione il treno deve per forza farsi il biglietto dell’autobus? Perché ad esempio con un unico biglietto non è possibile poter usare vaca mora + autobus extraurbano+ vaporetto? Lo ripeto la differenza, in taluni casi, passa davvero per 4 metri di strada..Quella economica, a fine mese, per qualche decina di euro. Almeno,

POLITICHE TURISTICO-CULTURALI

Si fa un gran parlare di differenziare i flussi turistici per alleggerire la pressione su talune zone di Venezia centro storico. È’ davvero improponibile mettere a sistema, in un unico circuito, le straordinarie bellezze di Venezia con le altrettanto (credetemi!) straordinarie ville venete presenti in Riviera con appositi itinerari, magari ciclo pedonali (giacche questa particolare tipologia di turismo è in costante crescita)?E fare sistema nella politica teatrale, giusto per fare un esempio, programmando interscambi tra i vari teatri (a Mira c’è il Teatro di Villa dei Leoni da sempre tra i primissimi posti – per qualità di spettacoli – in Italia tra i teatri al di sotto dei 500 posti) utilizzando la professionalità di una realtà consolidata come, ad esempio, Arteven che potrebbe davvero fungere da cabina di regia salvaguardando, ovviamente, le singole unicità ma con un evidente risparmio economico che di questi tempi non guasta mai?

SVILUPPO ECONOMICO

Pur non entrando nel tema della portualita in senso stretto – ma comunque ricordarndo che un “pezzetto” di porto di Venezia si trova a Mira (il “Porto San Leonardo” per le navi gasiere) – non può sfuggire il fatto che circa l’80% dei (sempre meno ahimè) occupati a Porto Marghera risieda fuori del territorio comunale veneziano: davvero si può pensare ad una seria politica di sviluppo senza coinvolgere gli altri comuni? È ancora Confindustria a dirlo: occorre “un profondo cambio di mentalità che porti ad un reale snellimento dei livelli decisionali e una governance in cui le categorie dell’economia locale possano essere coinvolti con compiti consultivi e propositivi”….come dire che se l’economia (e lo sviluppo) si globalizzano sempre di più solo una visione sovracomunale può permettere di dare risposta a queste nuove sfide.

Certo: poi leggi i giornali, apprendi che Venezia si trova sull’orlo del dissesto finanziario e ti viene da chiederti se ne vale davvero la pena. Ma certo debiti e buoi dei paesi tuoi……