News Autonomia – Gruppo consiliare PD: “Abbiamo rivolto a Zaia quattro domande sulle risorse necessarie e vogliamo che il Governatore chiarisca la norma finanziaria”

Autonomia – Gruppo consiliare PD: “Abbiamo rivolto a Zaia quattro domande sulle risorse necessarie e vogliamo che il Governatore chiarisca la norma finanziaria”

(Arv) Venezia, 7 nov. 2017 – “Oggi ho scritto al presidente Zaia una lettera contenente quattro semplici domande in ordine alle risorse necessarie per realizzare l’autonomia del Veneto, in particolare sui nove decimi del gettito Irpef/Iva/Ires generati nel territorio regionale che il Governatore vorrebbe fossero trattenuti per la gestione delle 23 competenze richieste allo Stato”.

Lo rende noto, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in data odierna a palazzo Ferro – Fini, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto Stefano Fracasso.

“Si tratterebbe – esordisce Fracasso – secondo le stime della Direzione Bilancio della Giunta regionale, di un fabbisogno di 24,5 miliardi di euro, che diventano 18,8 al netto della quota Iva già devoluta al Veneto. Innanzitutto, chiediamo a Zaia di spiegare come, rispetto ad analoga Proposta di Legge per l’autonomia presentata dallo stesso nel 2012, ed elaborata dal prof. Luca Antonini, si stimava per le stesse 23 materie, con poche trascurabili differenze, un fabbisogno di ‘solo’ 5,4 miliardi di euro. Quali elementi di novità sono nel frattempo intervenuti per far lievitare più del triplo il costo stimato e, in particolare, perché 6 miliardi in più per la sanità, come hanno stimato i tecnici della Giunta?”.

“Poi – continua l’esponente dei Democratici – il dieci per cento del gettito Irpef/Iva/Ires generato nel territorio regionale avrebbe un valore di 2,7 mld di euro e sarebbe trattenuto dallo Stato per finanziare le sue materie di competenza esclusiva. Ma allora i conti non tornano, in quanto solamente il deficit previdenziale del Veneto è stato calcolato in 3,78 mld di euro (dati Istat 2015) e quindi l’1/10 trattenuto dallo Stato non sarebbe certo sufficiente per coprire tale deficit”.

“Terza domanda – incalza il consigliere regionale – le spese sostenute dallo Stato per garantire la difesa nazionale (forze armate), l’ordine pubblico (polizia, carabinieri, guardia di finanza, ecc…), la giustizia (penale, civile, amministrativa) e la Politica estera, ammontano a 60 mld di euro, rispetto a cui i veneti sarebbero chiamati a contribuire in misura proporzionale al loro numero (8% del totale dei cittadini italiani) e quindi per 4,8 mld di euro. Come si vede, anche in questo caso, i conti non tornano proprio rispetto ai 2,7 mld che andrebbero allo Stato”.

“Ultima domanda, ma non certo la meno rilevante – sottolinea il capogruppo PD – gli interessi sul debito pubblico (dati MEF 2015) ammontano per l’Italia a 68,4 mld, rispetto a cui, sempre per quanto su esposto, i veneti sarebbero chiamati a contribuire per 5,4 mld di euro. Quindi, il dieci per cento del gettito generato nel Veneto che dovrebbe essere trattenuto dallo Stato, in base alle richieste di Zaia, non sarebbe sicuramente sufficiente, anzi si attesterebbe molto al di sotto della soglia necessaria per l’integrale copertura delle spese”.

“Il punto decisivo che determinerà il nostro voto in aula consiliare, la settimana prossima – chiosa Stefano Fracasso – verte proprio sulla norma finanziaria della Proposta di Legge per l’autonomia del Veneto: Zaia deve dare risposte chiare ed esaurienti alle nostre quattro domande. Ricordo che oggi il Gruppo consiliare PD della Lombardia voterà a favore dell’autonomia, che verte più o meno sulle stesse materie richieste dal Veneto ma senza pretendere di trattenere nel territorio regionale i nove decimi, ma neppure un gettito inferiore. Chiediamo semplicemente a Zaia di fare chiarezza in ordine alla completa copertura finanziaria delle 23 materie di cui si chiede la gestione. 2,7 mld per le materie di competenza esclusiva dello Stato sono infatti troppo pochi. Per me l’autonomia è una cosa seria, per questo ho sostenuto il Referendum del 22 ottobre. Zaia ora ci deve rispondere in modo serio e credibile e, possibilmente, con sollecitudine visti i tempi serrati imposti all’iter legislativo consiliare”.

Gli fa eco il Vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo, che spiega come: “Il nostro obiettivo politico è quello di inserire la partita dell’autonomia del Veneto in un contesto nazionale, in quanto il tema dell’autonomia rappresenta una occasione preziosa per la crescita e lo sviluppo non solo della nostra Regione, ma dell’intero Paese, e non va quindi sprecata, bensì affrontata con molta responsabilità”.

Graziano Azzalin: “Ricorro a una metafora: Zaia sostiene che vuole sedersi al tavolo delle trattative per mangiare antipasto, primo, secondo e dolce…ma chiedo se il Governatore accetterebbe di pagare il conto in anticipo, senza sapere cosa mangerà esattamente e con quale qualità… In realtà i conti si fanno solo alla fine, una volta trasferite le materie e le relative competenze, altrimenti ci troveremo di fronte a una manovra propagandistica, che sbandiera cifre aleatorie, non certo a cospetto di una trattativa seria e responsabile. Ricordo che le categorie audite hanno chiesto di prestare la massima attenzione ai costi dell’autonomia e a definire le priorità che si vogliono perseguire”.

Orietta Salemi: “Zaia, da una parte dichiara di voler restare nell’ambito istituzionale, dall’altra vuole ricevere trattamenti compatibili solo con l’autonomia speciale, questo è il paradosso in cui si dibatte. Ma allora non può presentare una semplice Proposta di Legge, bensì cambiare la Costituzione. Con il suo atteggiamento, una preziosa opportunità rischia di trasformarsi in una iattura. Bisogna gestire la trattativa con Roma con grande senso di responsabilità in quanto dobbiamo ricordare che poi la palla passerà al Parlamento, dove sarà necessario conseguire una netta maggioranza. E i parlamentari veneti sono numericamente in minoranza, quindi non bisogna toccare il tema della solidarietà nazionale, pena il naufragio della trattativa stessa”.

Francesca Zottis: “Siamo sicuri che per le 23 materie richieste da Zaia ci sia la completa copertura finanziaria per garantire ai cittadini veneti effettivamente servizi migliori rispetto a quelli assicurati loro fino a oggi, in particolare con riferimento alla ricerca e allo sviluppo? Perché la norma finanziaria non è certo chiara in merito!”.

Claudio Sinigaglia: “Chiediamo a Zaia di fare chiarezza sui costi effettivi dell’autonomia, in quanto non ci convince affatto la volontà del Governatore di trattenere i nove decimi del gettito Irpef/Iva/Ires generati nel territorio regionale. Ma il punto della questione è soprattutto politico: Zaia vuole veramente aprire con il Governo una trattativa seria, finalizzata a portare a casa un risultato concreto in termini di autonomia rafforzata per il Veneto, oppure spara alto ben sapendo che tutto finirà in una bolla di sapone? Ci chiediamo se il Governatore stia facendo solo propaganda politica, oppure intenda portare avanti un discorso politico – amministrativo responsabile. E siamo stufi di ascoltare bufale su una materia delicata come la sanità veneta: non è vero che dal 2011 al 2016 sono stati tagliati 971 milioni, in realtà il bilancio consultivo è in positivo per circa un miliardo”.

Fonte: www.consiglioveneto.it