News Autonomia – Capigruppo di Minoranza: “Zaia ritiri le Proposte di Legge su indipendenza e autonomia speciale e rispetti il mandato datogli dai veneti”
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Autonomia – Capigruppo di Minoranza: “Zaia ritiri le Proposte di Legge su indipendenza e autonomia speciale e rispetti il mandato datogli dai veneti”

(Arv) Venezia, 26 ottobre 2017 – Oggi a palazzo Ferro Fini si è tenuta una conferenza stampa in cui i capogruppo di Minoranza, anche se non tutti fisicamente presenti, (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Articolo 1 – MDP, AMP, Veneto del Fare e Area Popolare) hanno chiesto al Governatore Zaia di sgombrare il campo da equivoci e fraintendimenti in ordine all’oggetto della consultazione popolare di domenica scorsa 22 ottobre, ovvero l’autonomia del Veneto.

Stefano Fracasso (PD): “Formalizzeremo al Consiglio regionale due richieste già presentate ieri al presidente Zaia: il ritiro dei tre Progetti di Legge depositati – due a firma Guadagnini (Siamo Veneto) e uno con primo firmatario Finozzi (Lega Nord) – che hanno per oggetto l’indipendenza del Veneto, nonché l’accantonamento del Progetto di Legge Statale, di iniziativa regionale, per la modifica della Costituzione finalizzata all’adozione dello Statuto Speciale per la Regione Veneto”. “Questa nostra richiesta – spiega il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale – si basa su precise ragioni politiche: oggetto del Referendum è stato solo l’autonomia, non lo Statuto Speciale, (peraltro la richiesta di autonomia speciale è già stata cassata a suo tempo dalla Corte Costituzionale), né tantomeno l’indipendenza, altrimenti si va oltre il mandato che gli elettori veneti hanno voluto dare al Consiglio regionale e noi non lo permetteremo”.

Manuel Brusco (M5S): “Zaia a urne chiuse ha proclamato a gran voce che si tratta della vittoria di tutti i veneti, quindi ora sia coerente e rispetti il mandato datogli dagli elettori, parli solo di autonomia e lasci perdere indipendenza e autonomia speciale. Noi vogliamo essere bravi portavoce dei cittadini e tradurre in atti concreti esclusivamente la volontà espressa chiaramente dai nostri corregionali. D’altra parte, anche consiglieri di maggioranza, in primis Berlato (FdI- AN – MCR), hanno ristretto il campo alla sola autonomia”.

Piero Ruzzante (Articolo 1 – MDP): “Qui si rischia non di andare in meta (leggi realizzare l’autonomia), ma solo stare in mischia, ingenerando confusione ed equivoci pericolosi. Pur avendo fatto campagna per l’astensione, ora mi schiero volentieri e con convinzione a favore di questa giusta battaglia che vuole mettere al bando autonomia speciale e indipendenza in nome di quanto statuito dall’articolo 5 della Costituzione, che afferma che l’Italia è unica e indivisibile. Dobbiamo discutere solo sulle materie previste dagli articoli 116 e 117 della carta costituzionale. Anche perché, se da una parte è legittimo avanzare una proposta normativa di riforma costituzionale, dall’altra è pur vero che sono necessari quattro passaggi parlamentari, quindi non ci sarebbero i tempi tecnici necessari entro la fine di questa legislatura, e inoltre sarebbero necessari i 2/3 dei voti in Parlamento per una questione che è solo veneta… capite quindi l’assurdità della cosa. Dobbiamo invece avere il massimo rispetto per la volontà degli elettori che hanno chiesto solo una maggiore autonomia per la nostra Regione, non certo lo Statuto Speciale o l’indipendenza”.

Graziano Azzalin (PD): “Non vogliamo ambiguità né equivoci in materia di autonomia del Veneto. Vengano quindi ritirati i Progetti di Legge sull’indipendenza, a firma Guadagnini e Finozzi, in cui il Veneto viene messo in relazione a regioni ex balcaniche, ex russe, e con alcuni stati africani, peraltro con una evidente contraddizione politica, mentre appare decisamente inopportuno il riferimento fatto alla Catalogna. Sul PdL in cui si chiede lo Statuto Speciale, invece, il fine è solo quello di ingenerare confusione in quanto non si capisce quale sia la forma di autonomia che si vuole realmente realizzare per il Veneto. Ascoltare la vera volontà dei veneti è prodromico per seguire un percorso virtuoso che possa portare a maggiori forme di autonomia come previsto dalla Costituzione”.

Bruno Pigozzo (PD): “Zaia ha detto che l’esito di questo Referendum rappresenta un Big Bang, in realtà il vero fatto epocale sarebbe rappresentato dall’eliminazione di ogni riferimento a indipendenza e Statuto Speciale. Occorre su questi argomenti così delicati essere molto seri e responsabili”.

Orietta Salemi (PD): “Zaia deve smettere di stare sull’asse di equilibrio: da una parte, quando viene a relazionare in Consiglio regionale, assume un atteggiamento istituzionale e parla solo di autonomia, dall’altra spesso strizza l’occhio alla sua parte politica che conserva uno spirito secessionista. Ma ormai i tempi sono cambiati e l’indipendenza non è più considerata una virtù, nemmeno per la Lega. Il Governatore faccia quindi chiarezza sul percorso politico e sugli intenti che dovranno caratterizzare la trattativa con il Governo sull’autonomia. Dimostri che prima di saper governare la Regione riesce ad avere un pieno e responsabile controllo della sua maggioranza ed elimini i Progetti di Legge riguardanti Statuto Speciale e indipendenza”.

Francesca Zottis (PD): “A noi interessa solo portare a casa il risultato dell’autonomia del Veneto attraverso una trattativa seria e responsabile con Roma, nel pieno rispetto del mandato che gli elettori veneti ci hanno consegnato domenica 22 ottobre. Invito quindi il presidente Zaia a ragionare con noi in ordine all’ambito di competenze che potrebbero essere esercitate meglio dal Veneto, con il solo fine di offrire un concreto beneficio per i cittadini e ricadute positive per il territorio. Il Governatore assecondi le nostre richieste, altrimenti sarà chiaro a tutti che ben altri erano i veri obiettivi della consultazione popolare di domenica scorsa”.

Fonte: www.consiglioveneto.it