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‪‎Sanità, ‎Veneto, l’azienda zero non è lo strumento giusto

5 novembre 2015 – Il Partito Democratico giudica confusa e superficiale la proposta di riforma della sanità regionale e di “Azienda Zero” così come è stata presentata e poi emendata dalla stessa maggioranza in Consiglio: questo il messaggio lanciato oggi in conferenza stampa da Bruno Pigozzo (Pd), Claudio Sinigaglia (Pd) e Francesca Zottis (Pd). I tre esponenti Dem hanno analizzato gli elementi essenziali del maxi-emendamento già depositato in Quinta Commissione, presentando al contempo il loro Pdl 74 che propone la costituzione dell’Agenzia Veneta Socio-Sanitaria e lanciando, per finire, l’appuntamento degli “Stati generali della Sanità” che il Pd convoca per domani, venerdì 6 novembre, a Padova come “momento di incontro e dialogo sul tema Azienda-Zero con tutti i soggetti della sanità veneta”.

Ha precisato Sinigaglia: “Il maxi-emendamento presentato dalla maggioranza, che modifica il 75% del testo del Pdl 23, cambia così drasticamente l’impostazione del testo originario che da a tutti la sensazione di trovarsi di fronte ad una proposta di legge completamente nuova. La cosa corretta da fare, di fronte alle modifiche sostanziali apportate, sarebbe di rifare le audizioni, riconvocando tutte le parti già audite, per capire cosa dicono gli operatori di fronte a questo radicale cambiamento di rotta”.

In pratica, sottolinea Sinigaglia, il maxi-emendamento, sconfessa il testo del Pdl e opera delle scelte contraddittorie perché “riattiva l’area socio-sanitaria e gli da un direttore con funzioni non precisate, salvo poi rimangiarsi tutto con l’abrogazione completa delle norme della legge 56.1994. Altro esempio della confusione che domina nel nuovo testo: l’Azienda Zero dovrebbe avere ora la possibilità di assumere personale, ma questo si scontra con la promessa già fatta di un’Azienda ad invarianza di bilancio: forse proprio per questo nel maxi-emendamento viene abrogato l’art.22, che conteneva la citata norma finanziaria? Nell’insieme, insomma, ci troviamo di fronte ad un testo che per recepire alcune delle osservazioni fatte dalle parti sociali, crea una fibrillazione incontrollata in tutto il nuovo sistema, che si dimostra ora ancor più fragile che nel passato. Si tratta alla resa dei conti di un testo approssimativo e superficiale, un pasticcio a cui ci opponiamo oggi ancor più di ieri”.

Al contrario, dicono i consiglieri Dem, il Pdl 74 da loro presentato si propone come creazione di un coordinamento regionale nell’esercizio di funzioni tecniche ed amministrative “basato – ha detto Bruno Pigozzo – sull’accordo tra direttori generali, sindaci e rete dei servizi sanitari”. Il Pdl 74, nove articoli che hanno l’obiettivo di promuovere efficienza, organizzazione, gestione ed erogazione dei servizi, prevede soprattutto la creazione del “comitato dei direttori generali”, che presiede la nuova Agenzia in stretta relazione con la direzione sanità e sociale della regione. “Alla luce di questa nostra proposta”, ha sottolineato Sinigaglia, “chiediamo che Zaia e la sua maggioranza riflettano bene prima di continuare con il percorso dell’Azienda Zero: se desiderano proseguire nonostante tutto, potremmo trovarci in Veneto per la prima volta davanti ad una riforma della sanità fatta con le forze politiche in conflitto tra di loro, invece che in accordo. Nelle precedenti legislature le riforme sanitarie erano sempre fatte con il concorso di tutti: questa volta, ci domandiamo, si vuole andare allo scontro?”

Ha concluso Bruno Pigozzo: “Per noi una riforma così radicale e strutturale è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo quindi che l’iter del PDL 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.

Fonte: www.consiglioveneto.it