News Cultura della legalità – “Costruttori di speranza, educati al futuro. Incontro- dialogo con don Luigi Ciotti”

Cultura della legalità – “Costruttori di speranza, educati al futuro. Incontro- dialogo con don Luigi Ciotti”

(Arv) Venezia, 30 nov. 2018 – Si è tenuto oggi al teatro Toniolo di Mestre un incontro-dialogo con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, voluto e organizzato dalla Fondazione Marcianum, incentrato sul tema ‘Costruttori di speranza, educati al futuro’, per promuovere la cittadinanza attiva e la cultura della legalità. L’iniziativa è stata realizzata dalla Fondazione Marcianum con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Consiglio regionale del Veneto e del Comune di Venezia, e ha visto la presenza del Patriarca Francesco Moraglia.

Don Ciotti ha dialogato con 700 studenti delle scuole superiori del Veneto ed è stato rappresentato un frammento dello spettacolo teatrale ‘Omertà’ di Ivan Di Noia, fondatore di Barabao Teatro, incentrato sui temi della legalità e dell’omertà, con un riferimento specifico alla strage di Capaci.

Il Vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo ha portato i saluti istituzionali e ha sottolineato come “oggi il Consiglio regionale del Veneto partecipa e sostiene con convinzione questa iniziativa voluta e organizzata dalla Fondazione Marcianum, a cui va il nostro particolare grazie. È molto significativa la presenza di don Ciotti, con cui abbiamo collaborato per celebrare ogni anno, il 21 marzo, la Giornata in onore e memoria delle vittime di mafia, per dare a tutti, ma in particolare alle giovani generazioni, un segnale di speranza e di futuro, per costruire tutti assieme un domani migliore. Questo messaggio va tradotto in un forte impegno da parte delle Istituzioni, a cui noi aderiamo convintamente”. “Il Consiglio regionale – ha aggiunto Pigozzo – ha fatto un investimento importante per promuovere la cultura della legalità, votando all’unanimità la Legge regionale n. 48 del 28 dicembre 2012 ‘Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile’. Da anni collaboriamo in modo proficuo con l’Ufficio Scolastico Regionale, con Libera e Avviso Pubblico, per portare avanti tutti assieme un percorso formativo strutturale che porti le giovani generazioni a essere consapevoli che i germi della legalità vanno difesi e diffusi, perché il futuro non è affidato al caso, ma alla responsabilità di tutti, in particolare dei giovani. Viene chiesto a tutti un impegno quotidiano, e in prima linea ci devono essere le giovani generazioni”. “Le scuole e gli studenti del Veneto – ha concluso il Vicepresidente Pigozzo – hanno iniziato un percorso per la promozione della cultura della legalità, per diventare cittadini consapevoli. I nostri ragazzi e ragazze sono chiamati a lanciare un segnale forte di speranza a tutta la comunità veneta, attraverso comportamenti virtuosi, partecipando ad attività culturali e sociali, vivendo nel rispetto reciproco”.

Don Luigi Ciotti: “Oggi è un importante momento di ascolto e di confronto con i ragazzi delle scuole dell’intero territorio regionale, di una regione che mi ha dato i natali. Gli studenti mi vorranno rivolgere delle domande e cercherò, nel mio piccolo, di offrire loro un contributo utile. Desidero soprattutto rivolgere agli studenti un messaggio di speranza per costruire assieme un futuro che alimenti le conquiste del passato, che progredisca nel grande cammino della libertà e della giustizia. Ma per costruire questo percorso virtuoso è fondamentale la coscienza e la conoscenza. Tutti siamo chiamati ad essere costruttori e lottatori di speranza, la quale appartiene a tutti, altrimenti non è più speranza. E la speranza ha bisogno della nostra responsabilità, è richiesto il coraggio della responsabilità, il coraggio di avere coraggio, perché il cambiamento che ci può condurre a un domani migliore, a cui tutti aneliamo, ha bisogno del contributo di ciascuno, dobbiamo unire le nostre fragilità, le nostre paure, i nostri pregiudizi, per formare una grande forza in grado di cambiare il mondo e ricostruire comunità migliori. Giustamente chiediamo alle Istituzioni e alla Politica che facciano la propria parte nella lotta alla criminalità organizzata e alla mafia, ma non dobbiamo e non possiamo permetterci solo di chiedere agli altri e rimanere inerti. Siamo tutti chiamati ad assumerci la nostra parte di responsabilità. Tre sono quindi le parole d’ordine che non devono rimanere sulla carta ma farsi carne e vita: la continuità e la costanza nel seguire percorsi virtuosi, senza agire solo spinti dall’emotività del momento; la condivisione e la relazione con gli altri, perché l’ ‘IO’ non serve ma solo il ‘ NOI’; la corresponsabilità, che vuol dire vivere in modo generoso il proprio ruolo di cittadini, collaborando e rispettando le istituzioni ma rappresentando anche un pungolo in caso di inerzia delle stesse. Vi prego ragazzi, dobbiamo educare alla legalità, che è uno strumento per raggiungere l’obiettivo della giustizia, in primis quella sociale. Nel nome di un grande uomo, Giovanni Falcone, che ho avuto l’onore di conoscere e che mi ha arricchito, e di Paolo Borsellino, e di tutte le vittime di mafia”.

Roberto Crosta, Presidente della Fondazione Marcianum: “Per il Marcianum questa giornata è importante per il fatto di avere come ospite don Ciotti ma, soprattutto, per aver contribuito a portare nelle scuole del Veneto, e in particolare di Mestre e Venezia, un messaggio chiaro e positivo di cittadinanza attiva e di rispetto della legalità, che deve sempre partire da ciascuno di noi. È fondamentale investire sui giovani per una rinascita della nostra società civile. I nostri ragazzi delle scuole hanno iniziato un percorso durante il quale si stanno interrogando sui grandi temi dell’impegno sociale, della giustizia, della legalità. Ricordo che le idee camminano sempre sulle gambe degli uomini e delle donne. Come scrive Primo Levi in ‘Se questo è un uomo’, la vita ha uno scopo presente in ogni fibra delle persone, e il nostro obiettivo è quello di dedicare il nostro tempo e le nostre energie per portare nelle scuole temi difficili e scomodi, ma assolutamente vitali per costruire il nostro futuro. E così, come Fondazione Marcianum, abbiamo compiuto una precisa scelta di campo, quella di educare le nuove generazioni a valori importanti, collaborando con le istituzioni. L’etimologia di educare è ‘e-ducere’, condurre verso un futuro migliore. Ciascuno di noi è un eroe, in quanto è persona forte, libera e valorosa, capace di scegliere di combattere e di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie. Sottolineo una bella frase di Papa Francesco ‘Sarebbe bello che alla moderna facilità di muoversi da un capo all’altro del mondo si potesse affiancare la facilità di creare punti di incontro e di solidarietà, recuperando il senso di donarsi agli altri”.

Maria Francesca Guiso, Coordinatrice dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto: “Oggi è una giornata che i nostri studenti porteranno a lungo nel loro cuore. Con loro abbiamo iniziato un percorso di cittadinanza attiva, nel rispetto della nostra Costituzione. Questa iniziativa, assieme ad altre su cui stiamo investendo, può regalare agli studenti una importante esperienza civica per acquisire maggiore consapevolezza verso quelli che sono i nostri diritti e doveri, per diventare cittadini più responsabili. La cultura della legalità è un patrimonio di tutti ed è uno strumento per sconfiggere l’indifferenza morale. Come Ufficio Scolastico regionale siamo impegnati in prima linea per rafforzare nei giovani il senso civico e lo spirito critico, affinché diventino uomini e donne consapevoli, cittadini attivi”.

Vittorio Zappalorto, Prefetto di Venezia: “Ringrazio la Fondazione Marcianum e tutte le Istituzioni e le autorità civili e militari presenti oggi, a un evento che ha richiamato tantissimi giovani, cosa assolutamente non facile. Voglio lanciare a tutti i ragazzi presenti un messaggio chiaro: ognuno di noi può e deve fare qualcosa per costruire una società migliore e per evitare che essa si deteriori e si corrompa. Il modello vincente del Nord Est, che ha prodotto ricchezza e un benessere diffuso, ha anche sviluppato i germi della criminalità organizzata, della corruzione e del malaffare. E ognuno di noi è chiamato, in famiglia, a scuola, nella vita di relazione, a mettere qualcosa di sé per contrastare questi cancri della pacifica convivenza civile. E per fare questo, per costruire una società più bella, è fondamentale rispettare le regole, anche quelle più semplici, perché ogni regola racchiude in sé un valore inestimabile”.

Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia: “Porto solo una piccola riflessione: tutti sbagliamo e commettiamo errori, ma i grandi uomini, a differenza dei piccoli uomini, sanno riconoscere i propri sbagli, hanno l’umiltà di chiedere scusa e la forza per ripartire e migliorare. Noi abbiamo ereditato dai nostri padri valori importanti, di libertà e giustizia, per i quali hanno combattuto e versato sangue, e noi abbiamo il dovere morale di difendere e preservare questi valori, e lo possiamo fare rispettando le regole e non cedendo alle lusinghe della droga e della criminalità”.

Patriarca Francesco Moraglia: “Voglio dire ai ragazzi che Gesù ha insegnato le parabole a tutti gli uomini di buona volontà, non solo a coloro che avrebbero creduto in lui. Mi soffermo su una parabola in particolare, quella di chi semina zizzania, la gramigna, in un campo, rischiando di soffocare le piante sane. E così lascio ai giovani un messaggio: l’indifferenza è pericolosa, molti vivono sula nostra indifferenza, che nasce proprio nel nostro vivere quotidiano. Indifferenza che diventa poi inerzia e vigliaccheria. Il cambiamento può nascere proprio da semplici gesti, come stare vicino alle persone fragili, aiutandoci reciprocamente per liberarci, in quanto molte volte siamo schiavi senza saperlo. L’iniziativa del Marcianum si è data una particolare vocazione: la formazione, l’educazione dei giovani. Dobbiamo parlare con i giovani e lasciare parlare i giovani. Questa iniziativa rende gli studenti protagonisti, li mette in gioco per costruire un futuro migliore”.

Fonte: www.consiglioveneto.it